“Per cercare il ritmo”, il disco d’esordio di Germanò

Esterno giorno, una strada lontanissima da casa, seduto in auto “al posto finestrino e guardare nuvole”. Situazioni che evocano storie e sentimenti come fossero dei flashback in un road movie. Questo è “Per cercare il ritmo” il disco d’esordio di Germanò

Nove flashback, nove storie, nove tracce intrise di gentilezza che si intrecciano un elegante brit pop anni ’80 con la canzone d’autore italiana più recente (Sinigallia, Zampaglione), mantenendo il sapore del pop italiano di fine anni ’70 (lo stesso Germanò cita Enzo Carella come fonte di ispirazione).

Si parte da un motore acceso, da un’attesa che fa meditare sulle scelte fatte e da fare, lontano da una “stanza ancora accesa” impregnata di una storia che ora fa i conti con l’assenza forzata “Per cercare il ritmo” e con la nostalgia che è “un non-ritorno che sento nel profondo” .

Allora serve sfrecciare via con l’auto, con gli amici di sempre, indispensabili per scacciare la malinconia perché “Senza di voi non ce la faccio a disegnare un miraggio” (in “L’Automobile Che Corre“).

I ricordi affiorano malinconicamente durante questo viaggio e il pericolo è perdersi lungo il percorso come la ragazza descritta in “Grace”, uno dei brani più riusciti del disco assieme a “San Cosimato”, la piazza di Roma dove si consuma la fine di una storia d’amore che non è sopravvissuta al freddo e alla neve di “Dicembre”; d’ora in avanti non si passerà più di li per evitare lo stillicidio di fortuiti incontri e delle relative domande di circostanza.

Messaggi tatticamente distratti “A mezzanotte meno dieci” per “pensare se è ancora il caso di berci quel bicchiere” insieme per annegare la malinconia in un incontro fugace e vuoto. No, niente più malinconia e ricordi “Voglio viaggiare solo al posto finestrino” e spazzare “via per sempre dal mio mondo le tristezze“. C’è solo un “Carabiniere” a rallentare il viaggio: metta a verbale “non è colpa mia se ho dato ascolto alle mie illusioni”.

La meta finale di Germanò è costituita da i sogni e le speranze giovanili; una meta immensa come il mare, ci si potrebbe perdere, meglio condividerla con il suo amico Dario: “un giorno noi conquisteremo il mare” confidando che lo si può raggiungere “anche chiusi in una stanza a pensare e a meditare”.

Parole misurate, agrodolci, semplici, ma allo stesso tempo evocative di sogni, miraggi, speranze e ricordi, che assieme alla musica di Germanò entrano di soppiatto sotto pelle all’ascoltatore e non lo abbandonano per tutta la durata del disco.

L’album “Per cercare un ritmo” di Germanò (Bomba Dischi – Universal) è disponibile dal 29 settembre su CD e in digital download su Amazon (qui) e iTunes (qui), mentre le date della sua tournée – in costante aggiornamento – sono disponibili sulla fan page ufficiale su Facebook (qui).

Sull'autore

Fabrizio Di Bitonto

Fotografo e Collaboratore di Zeta Emme - Zona Musica e Roma Suona Bene

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