Francesco De Gregori alla Feltrinelli per presentare “Vivavoce”

Alla libreria La Feltrinelli di Roma, il cantautore ha presentato “Vivavoce” il suo ultimo lavoro che ripercorre una carriera ineguagliabile. Davanti a centinaia di fan entusiasti, una lunga e sincera intervista fatta da Luca Barbarossa, nella quale De Gregori mette a nudo la sua anima e parla del suo disco e del suo rapporto coi propri ammiratori

Una presentazione lineare e concisa, quella fatta da Francesco De Gregori a La Feltrinelli di via Appia Nuova di “Vivavoce” ultima sua fatica discografica. Qui, in un ambiente decisamente più informale, Francesco esprime se stesso nel migliore dei modi, grazie anche alla complicità di Luca Barbarossa, in veste di intervistatore. I due cantautori si conoscono bene e Francesco ha avuto modo di partecipare più volte come ospite alla trasmissione radiofonica di Barbarossa su Radio 2 Social Club mostrando un’ironia che era ben poco nota a chi lo segue da tempo. Si sa, il tempo spesso cambia le cose e De Gregori non fa eccezione: la sua proverbiale riservatezza, il suo modo di sottrarsi un po’ dai riflettori non trovano traccia in quest’incontro col suo pubblico. In realtà Francesco De Gregori, non è stato mai sfuggente al suo pubblico, ha sempre e solo pensato che alla fine lui non faceva nulla di speciale e lo spiega direttamente al pubblico intervento per l’occasione.

Quello che a me ha dato molto fastidio all’inizio della mia carriera, quand’ero molto giovane, ma fino a trenta – quarant’anni insomma, era che vedevo che la gente mi guardava come se io fossi uno che non facesse un lavoro normale, vedevano in me l’uomo di spettacolo, il grande cantante e quindi mi si avvicinavano come se si avvicinassero ad una persona che per forza di cose avesse qualcosa di straordinario o dei poteri speciali. Siccome io ho sempre comunque amato la normalità, per me incontrare per esempio al banco del pesce persone che volevano farsi per forza l’autografo, la foto con me, mi ha dato una sensazione di estraneità. Proprio perché io amo la normalità ed amo sentirmi normale come gli altri. Non ho mai desiderato che mi venisse sottratta la mia normalità perché invece di fare il medico, il tramviere o l’ingegnere facevo il cantautore”. Una confessione che scatena l’applauso spontaneo dei fan, che in gran parte questa cosa l’avevano già capita o comunque se non l’avevano capita comunque avevano sempre rispettato le sue scelte. De Gregori infatti aggiunge: “Forse quello che cercano i cantanti in generale è questo, ma per me non è così, non ho mai desiderato sentirmi un divo”.

Francesco De Gregori - La Feltrinelli

Allora il pensiero di tutti è quello che viene intercettato dallo stesso cantautore, ovvero, cos’è cambiato? “Niente, il fatto che la gente adesso mi tratta molto di più da persona normale, gente che mi chiede l’autografo al banco del pesce ne trovo sempre di meno. Ma ho anche maturato la consapevolezza che alla fine non posso pretendere che la gente pensi che io faccia un lavoro normale“. “Le persone normali non scriverebbero mai un pezzo come La Donna Cannone”. – afferma Barbarossa, ed effettivamente è così, ma non per De Gregori, abituato scrivere capolavori con una leggerezza ed una semplicità forse troppo evidente, talmente evidente da fargli pensare che alla fine tutti potrebbero scrivere un pezzo come “Rimmel” o “Alice“, il fatto però che invece nessuno ci riesce. La sua genialità alla fine sta tutta qui, nel credere e far credere che sia del tutto normale, fare qualcosa di speciale. “Ma del resto anche chi pilota una aereo fa ogni giorno qualcosa di speciale…” – come dargli torto.

Però alla fine, diciamocela tutta: cantautori del calibro di Francesco De Gregori non è che ne vengano fuori tanti negli anni. Fare una carriera come la sua è un qualcosa che ben pochi possono permettersi. Questo album la racconta, attraverso le sue più belle canzoni riarrangiate e riproposte in veste nuova, al fine di garantire al suo pubblico comunque un prodotto sicuramente accattivante e nuovo sotto certi aspetti. Per De Gregori è il disco che voleva fare da una vita nella quale egli si riappropria un po’ delle sue canzoni, che sono divenute patrimonio di tutti, e torna a farle esclusivamente sue. “Chi viene ai miei concerti, sa che io non ripropongo mai la fotocopia delle mie canzoni, ci metto sempre qualcosa, ho voluto fare in questo album la stessa operazione che faccio nei live:  ho registrato le mie canzoni, in una chiave del tutto nuova. Ci avrei messo molto meno tempo e avrei spesso meno energie nel fare il classico Best Of con le versioni classiche delle mie canzoni già pronte e messe in una scaletta scelta, aggiungendoci qualche inedito. Ma non me la sentivo di fare così, volevo rifare di nuovo le mie canzoni, come mi venivano in quel momento, cosa che ho sempre fatto dal vivo.”

Francesco De Gregori - La Feltrinelli

L’album, vanta molte collaborazioni prestigiose, con Ambrogio Sparagna, Nicola Piovani e Luciano Ligabue su tutti. Con Piovani viene fatta una nuova versione de “La Donna Cannone” che sicuramente si presenterà al pubblico, come un nuovo capolavoro di quello che già è stato un capolavoro.”Conosco Piovani da molti anni, sapevo di rischiare molto andando a toccare La Donna Cannone” – ammette il cantautore romano – “ho pregato lui di intervenire per riarrangiare questo pezzo. Piovani secondo me è riuscito nel difficile disegno di non rendere retorica la parte melodica, spogliandola un po’ ma aggiungendo una partitura per archi davvero bella ed interessante.” Momenti davvero divertenti, quando si racconta l’idea di coinvolgere Luciano Ligabue nella nuova versione di “Alice“. “Ci conosciamo con Luciano da parecchi anni. Ci siamo incontrati a bordo di vari concerti, io andavo a vedere i suoi, lui i miei e così via. Mi ricordo la prima volta che lo incontrai: stavo ad una cena con la mia famiglia e alcuni amici. Lui entrò e mi venne a salutare. Da quel momento in poi le mie quotazioni sono salite. I miei figli rimasti stupiti mi hanno chiesto:”Papà, ma come, Ligabue ti conosce?”

Da questo incontro a La Feltrinelli esce un’immagine di un Francesco De Gregori brioso, ironico e sincero. Un De Gregori che ama quello che fa, normalmente, ed ora ha finalmente deciso di trovare il giusto compromesso tra la sua voglia di normalità e l’affetto del suo pubblico. Un De Gregori che ama scherzare e divertirsi, come fa al Radio 2 Social Club, nel quale si è divertito molto a duettare e a fare brani in maniera ironica, molto lontani dal suo stile. “Ho scoperto quanto è bello alla fine cantare le canzoni di Adriano Celentano, non ci avevo mai provato prima“, dice scherzando. “Sei diventato più buono?” – gli chiede Barbarossa -“Forse si” risponde lui. Ma quando De Gregori dice: “È stato piacevole davvero anche cantare con te “Portami a Ballare“, allora Barbarossa dice: “No, De Gregori allora è diventato buonissimo. “Una battuta finale la fa sulla politica, anzi a chi gli chiede di parlare di politica, argomento dal quale De Gregori ha deciso di sottrarsi da un po’ di tempo, secondo noi anche a buon ragione, visto quello che è la politica oggi: “Tutti continuano a chiedermi un’opinione su Renzi, su Grillo, sulla politica Nazionale… ma perché lo chiedete a me? Non sono mica Aldo Cazzullo… non posso dire nulla di più o di meno rispetto a ciò che dicono quelli che di politica ne masticano tutti i giorni. Sono un cantautore, la mia opinione vale come quella degli alti, forse anche meno. Le uniche cose che mi sento di dire è che la politica non andrebbe banalizzata in chiacchiere da bar e che chi fa politica fa il suo lavoro, come io faccio il mio, se lo faccio bene faccio un ottimo lavoro, altrimenti no. Ugualmente chi fa il mestiere della politica se lo fa bene allora fa buona politica, se lo fa male fa cattiva politica, tutto qui.”

Vivavoce” di Francesco De Gregori è già nei negozi, doppio CD con 28 classici riarrangiati ma anche la cover di The Future di Leonard Cohen e “Santa Lucia” il suo personalissimo omaggio all’amico indimenticabile Lucio Dalla.

Foto: Mariano Trissati
Fonte: Roma Suona Bene

Sull'autore

Daniele Crescenzi

Ideatore e creatore del progetto Roma Suona Bene.
Appassionato di Musica e Fotografia. Scrive su Roma Suona Bene e Zeta Emme - Zona Musica

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