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I Pet Shop Boys a Roma fanno rivivere il fascino degli anni Ottanta

Grandi scenografie e suggestioni visive per il duo inglese dei Pet Shop Boys nell’unica tappa italiana del loro tour all’Auditorium Parco della Musica di Roma

Se si pensa agli anni Ottanta, musicalmente parlando, i primi nomi che vengono in mente sono i Duran Duran, Spandau Ballet, Simple Minds, Michael Jackson e soprattutto i Pet Shop Boys. Questi e pochi altri si possono considerare come gli emblemi di quel decennio. Neil Tennant e Chris Lowe, non hanno deluso le aspettative di chi si aspettava uno spettacolo ai massimi livelli, fatto di laser, travestimenti e scenografie varie. Cocktail perfettamente riuscito di un concerto coi fiocchi. Un’ora e mezza nella quale è andata in scena una carrellata di grandi successi, alternati a filmati futuristici, minotauri che uscivano dal nulla, attraverso la nebbia dei fumi di scena, raggi laser, cambi d’abito repentini, come nel più classico degli show di un abile trasformista.

Era la prima volta per loro all’Auditorium Parco della Musica e la Cavea faceva da perfetta cornice allo spettacolo sul palco.

Pet Shop Boys - Auditorium Roma

Neil Tennant ha saputo coinvolgere il pubblico, ha stretto mani ha detto tre o quattro volte “Ciao Roma“, in un italiano quasi impeccabile. E il pubblico ha ballato sotto il palco fino al termine, senza stancarsi mai. Subito dopo il quarto brano in scaletta, “Fugitive“, gran parte degli spettatori si sono riversati sotto il palco e la Cavea si è trasformata come per incanto in una discoteca vecchio stile Anni Ottanta.

In quel momento entrano due minotauri sul palco, simbolo onnipresente in ogni concerto dei Pet Shop Boys. Seguono successi intramontabili come “Suburbia” e “I Not Scared” (che sempre negli anni Ottanta fu cantata dagli Eight Wonder della sensualissima Patsy Kensit).

Il tempo scorre veloce e alla Cavea è un susseguirsi di suggestioni. C’è un po’ di tutto: ballerini, coriandoli colorati sparati dai cannoni, luci stromboscopiche, laser, persino fuochi d’artificio, mentre una dietro l’altra venivano eseguite “West End Girls“, “It’s a Sin”, “Domino Dancing” e “Always on My Mind” (cover di un brano di Brenda Lee) e quindi a chiudere l’indimenticabie “Go West” (originariamente dei Village People, ma rifatta ancora  meglio dai Pet Shop Boys)

Questa la scaletta del concerto:
Axis / One More Chance / A Face Like That / Opportunities (Let’s Make Lots of Money) / Fugitive / Integral / I Wouldn’t Normally Do This Kind of Thing / Suburbia / I’m Not Scared / Fluorescent / West End Girls / Somewhere / Leaving / Thursday / Love Etc. / I Get Excited (You Get Excited Too) / Rent / It’s a Sin / Domino Dancing / Always on My Mind

Encore
Go West

Galleria fotografica a cura di Fabio Spagnoletto

Sull'autore

Fabio Spagnoletto

Collaboratore di Zeta Emme - Zona Musica e Roma Suona Bene

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