Porretta Soul Festival 2017, il racconto e le immagini della seconda serata

Sin dalle 19 il Rufus Thomas Park è gremito di gente. Rick Hutton finisce la sua introduzione quando si sente la riconoscibile voce di Danny Ray, maestro di cerimonia del grandissimo James Brown. Arriva di bianco vestito e subito ci si ritrova immersi nella kermesse

Eccola la JB Orchestra: funky funky funky con una formazione che dire potente, è riduttivo; arrivano bordate dalla sezione dei fiati che sono una delizia per le nostre orecchie. Il bassista attacca con “I got feeling” e ti accorgi che è impossibile stare fermi ed inizi a goderti ciò per cui sei venuto quassù. Sono due trombe, un sax tenore ed un trombone che regalano emozioni a raffica: impossibile stare fermi e per condire bene poi il tutto arriva la Cynthia Moore di bianco vestita che attacca “Papas got a brand new bag“, secondo me una tonalità eccessivamente bassa per una voce femminile, ma ragazzi, stiamo sempre ascoltando funky, funky, funky. Stai lì che ti stai godendo ancora quel brano quando apri gli occhi e boom, ecco una fantastica proposta della Martha High che ci regala “Cold Sweat”: elettricità pura! Ottima capacità ed esperienza,

Cambio palco ed ecco la Anthony Paule Soul Orchestra… Ascoltare la Gibson di Anthony è una delizia per le orecchie. Ti accorgi che il direttore della band è un chitarrista perché lo strumento è onnipresente, ma in un modo che denota capacità ed esperienza evidenziata da un brano musicale in cui ti godi sia la sua chitarra che il meraviglioso reverbero dell’ampli fender.

La prima ad esibirsi è una delle coriste, che porta un cognome leggendario: McCracklin! Lei è Sue che ci regala uno dei brani di maggior successo di suo padre: “The walk”. Subito dopo Loralee Christensen con “Darling Mine” una soul ballad struggente e fascinosa che prepara però il campo alla prorompente vitalità della Falisa Janaye che attacca il brano di Steve Wonder “Superstition”.

Che goduria ragazzi, accattivante e piena di soul… Una band di otto elementi e tre coriste che ti prende completamente, un hammond sempre presente che ti regala emozioni vibranti.

Arriva poi Scott Sharrard, ottimo chitarrista che però io faccio fatica a contestualizzare.

Porretta Soul Festival 2017

E poi si parte in quarta quando senti le note di “Take me to the river” che ci regala la LaRhonda Steele. Lo so sono un nostalgico dei brani topici ma mi sia consentito alla mia età. Assieme a lei poi eccolo, Rob Paparozzi, storico frontman dei Blues Brothers che fa divertire e muovere tutti sugli spalti. Certo, mi stavo dimenticando di dire che alla batteria avevamo una leggenda vivente, Bernard “Pretty” Purdie.

Inizia ad essere tardi, ma me ne sto incollato al mio posto perché la successione degli artisti è incalzante.

Arriva Willie Hightower che nel solito “one more time” rivisita un classico di Sam Cooke  “If i had a Hammer”… che goduria!!!

Ecco ancora la Barbara Blue, performer blues che ci fa immaginare di essere a Beale Street. Sottolineo che nelle file dei fiati fa il suo ingresso Martino Beadle, il figlio di Sax Gordon che poco più che adolescente inizia a conoscere il palco, ma ti accorgi però, che è già un navigato musicista.

Poi ecco sul palco la Toni Lynn Washington, figura di altri tempi, che sfoggia il suo tailleur color nocciola, quello buono, della funzione domenicale… anche qui non ci sono tonalità stratosferiche ma molto soul bluesy.

Si finisce con la jam finale con tutti gli artisti sul palco: vai così Porretta!

Galleria fotografica a cura di Mariano Trissati

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Sull'autore

Tonino Novelli

Fotografo e Collaboratore di Zeta Emme - Zona Musica

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