Porretta Soul Festival 2018, il racconto e le immagini della terza serata

Don Bryant, The Bo-Keys, Anthony Paule Soul Orchestra feat. Sax Gordon, Fabrizio Poggi e Mitch Woods, Spencer Wiggins, Percy Wiggins, Lacee, Swamp Dogg, Ernie Johnson. Questi i nomi che si sono esibiti sul palco nella terza serata del Porretta Soul Festival

Ed eccoci al giorno numero tre, e Rick Hutton apre al serata sempre puntualissimo. Il primo artista a salire sul palco è Don Bryant, una leggenda della musica soul.
Spettacolo grandioso, in cui di sicuro il personaggio ha tutti i meriti, ma grazie senz’altro alla splendida che lo accompagna, i Bo-Keys.
Musica che trascina la sua, che coinvolge, ma nello stesso piena di emozioni. Una ora buona di ritmo sostenuto che, come sottolinea l’amico Vito seduto accanto a me ci fa tornare alla pura liturgia dell’r&b.
Sottolineo la sinergia tra la sezione dei fiati e l’organo Hammond.

Lo spettacolo vero arriva al momento del “Uan Mor Taim“: Don Bryant rientra e ci regala una ballad che terremo dentro nei giorni a venire. Non cito mai i titoli dei brani, ma qui “I Can’t Stand The Rain” merita una menzione speciale.
Ahh… ragazzi che spettacolo incredibile!

Porretta Soul Festival 2018 - Don Bryant

Cambio palco e sale la Anthony Paule Soul Orchestra di rossa vestita che accompagna Mitch Woods alla tastiera e Fabrizio Poggi all’armonica: mezz’ora di blues, grande blues e boogie.
Piccolo intermezzo poi con Sandy Griffith, corista della band, e Sax Gordon e con Alvon Johnson.

Che bello poi rivedere l’eleganza di Percy Wiggins di bianco vestito… voce potente, esperienza e classe non mancano al personaggio, che è ben abituato ad intrattenere e coinvolgere il pubblico. E qui avviene una storica reunion, perché il Porretta Soul Festival sa fare anche questo, che vede dopo decenni i due fratelli Wiggins e Wee Willie Walker insieme. Baci ed abbracci commossi!
Resta sul palco Spencer Wiggins: l’uomo è visibilmente stanco, ma la voce è quella del vecchio leone, che nel finale della sua esibizione irride e scherza con il pubblico.

Piccola pausa e si riprende con il folletto del soul, Swamp Dogg, che snocciola i brani più beli del suo repertorio tra cui la splendida “Synthetic World“, pezzo a me molto caro.

Porretta Soul Festival 2018

Che dire poi della sfavillante pantera che sale dopo di lui. Lacee voce piena, sicura, potente e aggressiva che riesce a ridare entusiasmo al pubblico stanco dall’ora tarda. Sottolineo la piacevolissima interpretazione di “Try a Little Tenderness“.

Chiude la serata Ernie Johnson di rosso vestito. L’uomo appare goffo in quell’abito sgraziato, ma l’artista che c’è dentro esplode con tutto il suo vigore allorché inizia a regalarci le emozioni che ci aspettavamo.
Un southern soul senza compromessi, tanto bluesy che ci fa tornare alla mente Bobby Bland, ma Ernie resta se stesso: interprete struggente di meravigliose ballad.

Ciao Porretta a domani, è molto tardi e pur se felici siamo stanchi.
Grazie sempre al rev. Skala, e all’amico Vito, per aver condiviso con me questi pensieri.

Galleria fotografica a cura di Mariano Trissati

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Sull'autore

Tonino Novelli

Fotografo e Collaboratore di Zeta Emme - Zona Musica
Appassionato di musica da sempre ed esperto del genere R&B, ha avuto la fortuna di conoscere personalmente la maggior parte delle leggende viventi di questa musica. Componente di giurie di numerosi contest musicali, attualmente ha una sua band con la sua stessa passione dove è voce solista e chitarrista.

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