Porretta Soul Festival: Rufus ritorna a casa

L’estate di Porretta Terme è sinonimo di Soul Festival, che quest’anno giunge alla sua 28esima edizione. Nei giorni che vanno dal 23 al 26 luglio la cittadina riunirà come ogni anno appassionati e cultori della “musica dell’anima” e l’Appennino diventerà la capitale del r&b. Come ogni anno, saranno moltissimi gli artisti provenienti da più parti del mondo ed in particolare dagli States, patria di questo genere musicale. È con orgoglio che possiamo affermare che non ci sia artista americano che non voglia ormai fregiarsi di una partecipazione al Porretta Soul Festival

“Rufus Thomas è tornato in città”, canta il ritornello della sigla del Porretta Soul Festival. Thomas, “il più vecchio teenager del mondo”, come amava rappresentarsi, è scomparso nel 2001 a 84 anni, ma con sei partecipazioni alla rassegna, di solito inserite in soggiorni di qualche settimana per passare le acque e familiarizzare con i pensionati del luogo, la sua presenza rimane, e non solo nello spirito. Quando si aggirava per le vie di Porretta Terme tutti lo additavano e lo salutavano con affetto, e chi non conosceva una parola di inglese lo aveva spiritosamente soprannominato “Rufulone”. Lui era una leggenda, e se nella vecchia America molti se ne erano dimenticati, la sua nuova patria era qui. Mica per niente avevano ribattezzato il sito del festival “Rufus Thomas Park”, mentre lui era ancora vivo e vegeto e magari, scherzando ma neanche troppo, sperava di guadagnare qualcosa sull’uso del nome.

Da più un quarto di secolo a Porretta sono sfilati, oltre alla discendenza diretta di Rufus (parimenti illustre: il figlio maschio Marvell è tastierista e arrangiatore, le femmine Carla e Vaneese sono cantatrici sublimi), centinaia di artisti dal Nord America, ma anche dall’Italia e da altri Paesi. Tutti a testimoniare la passione per la musica soul, un incrocio incandescente nato alla fine degli anni Cinquanta nel Sud degli Stati Uniti tra blues e sermoni religiosi trasposti in musica; precursori come Ray Charles, Sam Cooke e James Brown vi mischiarono quanto basta di armonie jazz, melodie country e un giusto pizzico di rock ‘n roll.

Chick Rodgers - Porretta Soul Festival 2014

Gli appassionati accorrono a questo revival come se si trattasse di una Woodstock della musica nera americana, contribuendo a trasformare una tranquilla località appenninica, nota più che altro per la salubrità dell’aria e delle acque termali e per il delizioso tortino, in una città gemella di Memphis. Con rispetto parlando, c’è una certa asimmetria: la metropoli del Tennessee è la riconosciuta capitale del rhythm & blues oltre che del rock, ove si affermarono B.B. King, Elvis Presley, lo stesso Rufus Thomas, Al Green e tanti altri campioni.

Il merito è di Graziano Uliani, un porrettano verace che, con una decisione presa alla fine degli anni Ottanta, è riuscito a trasformare l’amore incontenibile per questa musica in una manifestazione di successo. Quando lanciò il festival, Graziano scoprì che non era il solo a essere stregato dalla Sweet Soul Music; la passione è comune a migliaia di altri, che non ne possono più di sagre estive altisonanti dove compaiono sempre gli stessi nomi pescati da una specie di supermarket globale. Non così a Porretta, che si svolge in un parco intitolato al suo cittadino onorario più importante ed è diventata l’avamposto più credibile (e sì, autentico!) della soul music al di fuori dei confini d’America.

Graziano Uliani - Porretta Soul Festival 2012

Per rendervi conto che Rufus è tornato in città provate a bazzicare le strade di Porretta nei giorni del Soul, quando cantanti e musicisti, che magari in patria passano per fuori moda e faticano a trovare ingaggi, familiarizzano come vecchi amici con tifosi arrivati apposta da mezzo mondo. Non è neppure necessario assistere ai concerti serali: durante il giorno basta buttar l’occhio per le vie e nelle piazze, al caffé o in sala da pranzo per testimoniare un vincolo che si perpetua da ventotto anni. La rassegna emiliana annulla il muro divisorio tra pubblico e interpreti; trascendendo il tipico rapporto di ammirazione / adulazione, consente a una sincera, gioiosa complicità di affiorare al di là di ogni divario di lingua, di provenienza o di colore della pelle. Gli organizzatori si fanno persino un vanto di tenere basso il piano del palco dove si esibiscono gli artisti, in modo che i fan possano avvicinarsi per uno scatto, una ripresa con lo smartphone o una danza improvvisata insieme ai loro idoli.

Le ventotto candeline del Porretta Soul Festival verranno spente tra il 23 e il 26 luglio 2015. Sono attese figure stellari come il batterista Bernard “Pretty” Purdie e Sugar Pie DeSanto, ottuagenaria regina del rhythm-and-blues dell’alta California e beniamina assoluta del festival; personaggi chiave del deep soul come Frank Bey, Prince Phillip Mitchell, Wee Willie Walker e Derek Martin: veri oggetti di culto per gli intenditori, saranno una magnifica sorpresa per il vasto pubblico. Sarà della partita, per la prima volta, Joe Arnold, mitico sassofonista che partecipò alle storiche incisioni di Otis Redding, oltre ai più giovani colleghi di strumento “Sax” Gordon Beadle e Nancy Wright; quest’ultima è in forza alla band del formidabile chitarrista e arrangiatore californiano Anthony Paule, che accompagnerà la maggior parte dei solisti. A fianco di nuove leve della vocalità blues come Sugar Ray Rayford sfileranno personalità di alta classe come David Hudson, Chick Rodgers e Theo Huff; da non perdere l’atteso ritorno della piccola big band dei giapponesi Osaka Monaurail: integrati dal trombonista Fred Wesley, apriranno la kermesse nel segno del funk di James Brown.

Sax Gordon - Porretta Soul Festival 2013

Questo il programma dei principali appuntamenti del Porretta Soul Festival 2015:

Giovedì 23 Luglio
“Dear James Brown” / Osaka Monaurail (Japan) / Opening Act T.B.A.
Venerdì 24 Luglio
Frank Bey & Anthony Paule Band feat. Sweet Nectar / Theo Huff / Prince Phillip Mitchell / Wee Willie Walker / Sugar Ray Rayford & Luca Giordano Band feat. Sax Gordon
Sabato 25 Luglio
Frank Bey & Anthony Paule Band with Sweet Necatr special guest Sax Gordon / Super special guest Joe Arnold / Derek Martin / Chick Rodgers / David Hudson / Sugar Pie DeSanto
Domenica 26 Luglio
Rhythm & Blues Show & Revue with
Frank Bey & Anthony Paule Band feat. Sweet Nectar, Sax Gordon, Theo Huff, Derek Martin , Joe Arnold, Chick Rodgers, David Hudson, Prince Phillip Mitchell, Wee Willie Walker, Sugar Pie DeSanto

Inoltre presso il Rufus Thomas Café Stage (concerti gratuiti) dalle ore 11 alle 19 – Piazza della Libertà, Porretta Terme:
Venerdì 24 Luglio
White Mama & The Soul’d Out (Bologna) / Dina Moe & The Slowmen (Monte San Pietro) / Luca Ronka Band (Udine)
Sabato 25 Luglio
Rhythm & Blues Band (Cividale del Friuli) / South Louisiana (Chieti) / Minigonna’s (Modena) / The Oversoul (Treviso) / Ele-Menti (Firenze)
Domenica 26 Luglio
Asseneutro Band (Bergamo) / Olly Riva & The Soul Rockets (Milano) / Soul Trail (Bologna) / Sugar Hill Band (Canary Island) / Homeless Band (Bolzano)

Galleria Fotografica a cura di Mariano Trissati e Tonino Novelli (Raccolta immagini dal 2008 al 2014)

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Sull'autore

Edoardo Fassio aka Catfish

Edoardo Fassio è considerato una delle massime autorità nel vasto territorio del blues e del canto popolare neroamericano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano La Stampa e per TorinoSette; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane Musica Jazz, Il Blues e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Consulente e programmatore per Rai, Radio Flash e Radio Torino Popolare con il classico pseudonimo di Catfish, è animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa. Ha condotto programmi anche nella terra del blues, in particolare per le emittenti KDHX (a St. Louis) e WROX (a Clarksdale, nel cuore del Mississippi Delta, dove sono nati John Lee Hooker, Sam Cooke e Ike Turner).
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues”, con prefazione di Massimo Carlotto, acclamato come “indispensabile” (World Music Magazine), “scintillante” (Buscadero), “la medicina giusta” (Rumore), “autorevole e insolito” (Amadeus), “impeccabile, prezioso e scorrevole” (JazzIt), “una magistrale sintesi” di “grazia narrativa e di arguzia descrittiva” (Musica Jazz). Ha curato per Feltrinelli la versione italiana di “Come il jazz può cambiarti la vita” di Wynton Marsalis. Di Fassio Isaac Hayes ha detto: “…and remember, the Catfish is always cooking!”

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