Ritorno al fiume: diciott’anni di prelibatezze meridionali

Si dice “deep soul” e si pensa correttamente a brani, ambienti, autori, strumentisti e interpreti lontani, sperduti, alieni, e al profondo lavoro di scavo necessario per recuperarli e riportarli in superficie. Il termine coincide sovente con quello più focalizzato di “Southern soul”, che caratterizza un certo tipo di musica di consumo, utile sia per il ballo che per la meditazione, prevalente nella seconda metà del Novecento tra le comunità nere al di sotto della linea Mason-Dixon, in particolare nel bacino del Mississippi (“The River” per antonomasia)

Più uno stile che un’ascendenza geografica, il soul sudista non deriva da jus soli, né è esclusivo di cantanti “nati giù”: Solomon Burke, Eddie Floyd, Betty LaVette e Mary Wells non sono meridionali, eppure padroneggiano l’idioma da autentici capiscuola. La località di incisione aiuta molto: i classici studi di Memphis, di Miami o di Muscle Shoals sono laboratori ideali, così come New Orleans e Shreveport, Austin e Baton Rouge. Eppure, come brillantemente documenta “Back To The River – More Southern Soul Stories 1961-1978“, tanti piccoli e coerenti capolavori hanno avuto il battesimo a Detroit, Chicago, Philadelphia o Los Angeles.

Questo è il terzo box triplo dedicato al genere; succede a “Take Me To The River – A Southern Soul Story 1961-77” e “The Fame Studios Story“, tasselli di un articolato impegno della londinese Kent, glorioso marchio della Ace Records. Non è un mistero la lunga linea di affetto e di ammirazione che vincola una legione di appassionati, musicisti e produttori inglesi alla più schietta black music nordamericana, al tempo stesso intimista e portatrice di istanze sociali, ruvida e maestosa, sommessa e spavalda, retriva e rivoluzionaria. Proprio a Londra nacque la definizione di “deep soul”, per opera di un acuto divulgatore come Dave Godin, e proprio la Kent riscosse un inatteso successo – anche commerciale – curando, tra il 1997 e il 2004, la pubblicazione di una serie di quattro CD a lui ispirati: “Dave Godin’s Deep Soul Treasures“.

Certo, nell’antologia, corredata da un amorevole libretto di 64 pagine, i grandi nomi ci sono quasi tutti: Otis Redding, Bobby Bland, Joe Tex, William Bell (in duetto con Judy Clay), Z.Z. Hill. E fanno pure ottima figura diversi artisti che sono sfilati negli anni al Porretta Soul Festival: i citati Burke, Floyd e LaVette, e inoltre Otis Clay, Aaron Neville, Clarence Carter, Bobby Rush. Mica per niente Tony Rounce, uno dei due compilatori (l’altro è il parimenti espertissimo Dean Rudland, leggendario dj e decano dell’acid jazz), è tra i più convinti supporter della rassegna. Di nessuno dei primi della classe trovate però i pezzi più ovvi.
Tanto per dire, la sensazionale “Ain’t No Way” di Aretha Franklin è familiare, temo, soltanto agli stretti intenditori. C’è persino Little Richard che si cimenta con “I Don’t Know What You’ve Got“, una scrittura di Don Covay, ed è quasi più delizioso e insolente di quando inventò il rock ‘n roll, dieci anni prima.

Ma il segreto di questa raccolta è il segreto stesso del genere musicale che affronta: nonostante il fascino che mantengono, i suoi cavalli di battaglia hanno avuto per la maggior parte riscontro e diffusione locali. Solo incidentalmente hanno affondato i denti nel mainstream dell’America bianca, dell’Inghilterra in cerca di sensazioni esotiche o dell’Europa continentale ye-ye e psichedelica: un exploit arduo persino per interpreti dal viso pallido, per nulla incongrui nella raccolta, come Warren Storm e John Fred & his Playboys.

Tra i gioielli grezzi di maggior valore ricordiamo almeno “Sugarman“, una storia tossica di prostituzione e morte composta da Kris Kristofferson e interpretata da Sam Baker in classica chiave blaxploitation. Oppure “No More Ghettos In America“, l’ambiguo auspicio di emancipazione lanciato da Stanley Winston, o ancora i palpabili drammi esistenziali, tra angoscia, soap opera e redenzione, di C.P. Love, Helene Smith (un modello per Irma Thomas), Jimmy Lewis, Oscar Weathers, i Soul Brothers Six e Count Willie con LRL & the Dukes.

Queste 75 tracce difficilmente le ascolterete alla radio dell’auto ferma al semaforo al vostro fianco. Ma chi vuole scavare a fondo è avvisato: non ci sono più scuse.

Back To The River: More Southern Soul Stories 1961-1978 (KENTBOX 18)

Tracklist:
CD 1
I Wish I Knew (How It Would Feel To Be Free) – Solomon Burke
Nearer To You – Betty LaVette
Private Number (Extended Version) – Judy Clay and William Bell
Free Me (Take 1) – Otis Redding
A Touch Of The Blues – Bobby Bland
This Love Won’t Run Out – Dee Dee Sharp
I Got Everything I Need – Eddie Floyd
Please Don’t Desert Me Baby – Gloria Walker and The Chevelles
Sugarman (Extended Version) – Sam Baker
Think I’ll Go Somewhere And Cry Myself To Sleep – Joe Perkins
Sure As Sin – Jeanie Greene
What’s That You Got – Rudolph Taylor
I Found What I Wanted – Mary Wells
I’ve Got Memories (Demo) – Melvin Carter
Message From Maria – Joe Simon
Problems – Mable John
I’ve Been Searching – O.V. Wright
She Ain’t Gonna Do Right – Clarence Carter
Give Me Back The Man I Love – Barbara West
You’re Gonna Want Me – Bill Coday
I’m Just Living A Lie – Bettye Swann
Home For The Summer – Jimmy Braswell
Too Weak To Fight (Extended Version) – Ella Washington
Everytime It Rains (aka Teardrops From My Eyes) – Na Allen
Yesterday – The Soul Children

CD 2
The Only Girl (I’ve Ever Loved) – Joe Tex
Rainy Night In Georgia – Brook Benton
Loves Come In Time – John Fred and His Playboys
Somebody Done Took My Baby And Gone – Joey Gilmore
I Found All These Things – C.P. Love
A Woman Will Do Wrong – Helene Smith
Depend On Me – Steve Dixon
I’m In Love – Esther Phillips
Easier To Say Than Do – Sam Dees
Without Love What Would Life Be – Terrie & Joy LaRoy with The Bill Parker Show Band
I’ve Got To Tell You – Count Willie with LRL and The Dukes
You Need Me – Joe Wilson
Nearer To You – Joe Medwick
Your Love Is All I Need – Della Humphrey
Nothing Takes The Place Of You – Toussaint McCall
How Sweet It Would Be – George Perkins
Daydreaming – Warren Storm
No More Ghettos In America – Stanley Winston
Do Right Man – Little Beaver
(Sometimes) A Man Will Shed A Few Tears Too – Johnny Adams
Asking For The Truth – Reuben Bell
I Can’t Stand To See You Go – Joe Valentine
You Got Everything I Need – Don Hollinger
A Sad Sad Song – Charles Crawford
Tell It Like It Is – Aaron Neville

CD 3
Going Back Home – Ground Hog
Cry To Me – Freddie Scott
Lookin’ For A Home – Little Buster
The Girls From Texas (Extended Version) – Jimmy Lewis
Ain’t No Way – Aretha Franklin
I Found A Man In My Bed – Roy C
Take Your Time – Clay Hammond
Just A Touch Of Your Hand – Al Gardner
You’re Good For Me – Don Covay
I Found The One – Billy Sha-Rae
Don’t Make Me Pay For His Mistakes – Z.Z. Hill
What Can You Do When You Ain’t Got Nobody? – The Soul Brothers Six
That’s How It Is (When You’re In Love) – Otis Clay
Go On Fool (Extended Version) – Marion Black
I Want Everyone To Know – Fontella Bass
You Wants To Play – Oscar Weathers
(I Want Her) By My Side – The Fuller Brothers
Shackin’ Up – Barbara Mason
Don’t Blame Me – Willie Hightower
Stop – Lester Young
Someone To Take Your Place – Bill Locke
If Loving You Is A Crime (I’ll Always Be Guilty) – Lee Moses
Easy As Saying 1-2-3 – Timmy Willis
I Don’t Know What You’ve Got But It’s Got Me Parts 1 & 2 – Little Richard
Mary Jane – Bobby Rush

Sull'autore

Edoardo Fassio aka Catfish

Edoardo Fassio è considerato una delle massime autorità nel vasto territorio del blues e del canto popolare neroamericano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano La Stampa e per TorinoSette; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane Musica Jazz, Il Blues e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Consulente e programmatore per Rai, Radio Flash e Radio Torino Popolare con il classico pseudonimo di Catfish, è animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa. Ha condotto programmi anche nella terra del blues, in particolare per le emittenti KDHX (a St. Louis) e WROX (a Clarksdale, nel cuore del Mississippi Delta, dove sono nati John Lee Hooker, Sam Cooke e Ike Turner).
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues”, con prefazione di Massimo Carlotto, acclamato come “indispensabile” (World Music Magazine), “scintillante” (Buscadero), “la medicina giusta” (Rumore), “autorevole e insolito” (Amadeus), “impeccabile, prezioso e scorrevole” (JazzIt), “una magistrale sintesi” di “grazia narrativa e di arguzia descrittiva” (Musica Jazz). Ha curato per Feltrinelli la versione italiana di “Come il jazz può cambiarti la vita” di Wynton Marsalis. Di Fassio Isaac Hayes ha detto: “…and remember, the Catfish is always cooking!”

Scrivi un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi