Rolling Stones a Cuba… ovvero quando i media hanno la memoria corta

L’annuncio recita più o meno così: “Il 25 marzo, i Rolling Stones saranno la prima rock band occidentale a suonare nella capitale L’Avana (Cuba) dal 1959“. In realtà non è stato proprio così, e a smentire la notizia è stata la rete stessa

Citando una frase del noto giornalista televisivo Antonio Lubrano, verrebbe da dire: “Una domanda sorge spontanea“, come è possibile che fra i titoli dei notiziari e sui giornali finisca una corbelleria del genere?
La risposta è più semplice di quello sembra. Alle volte un annuncio sensazionalistico è volto ad attrare l’interesse della massa semplicemente per “far notizia”, ma la regola principe del giornalismo – ahimè dimenticata – è quella di verificare le fonti e fare “fact-checking” prima di scrivere e far passare come vere notizie del genere.

Così come altri concerti che hanno fatto storia, ad esempio, quello organizzato da Rogers Waters a Berlino (trasmesso in diretta all’epoca da Canale 5) nel luglio del 1990 dopo la caduta del Muro, o ancor prima il Live Aid nel 1985 organizzato da Bob Geldof e Midge Ure, per sensibilizzare le popolazioni e raccogliere fondi per alleviare la carestia in Etiopia, il concerto dei Rolling Stones rimarrà un evento storico, trattandosi della più famosa rock band del pianeta, soprattutto perché avvenuto dopo la visita storica nell’isola caraibica del presidente statunitense Barack Obama, volta a suggellare gli accordi diplomatici fra i due paesi dopo l’annuncio della revoca dell’embargo.

Inoltre a Cuba è presente una statua dedicata a John Lennon, inaugurata dallo steso Fidel Castro in persona e persino i più distratti dovrebbero aver saputo che nell’isola caraibica suona da anni un sacco di gente da tutto il mondo e che il cosidetto “divieto nei confronti della musica straniera” è pura invenzione.

Quello dei Rolling Stones, infatti, non è stato il primo concerto rock né tantomeno di artisti stranieri, ma soprattutto prima dell’evento del 25 marzo non vi era alcun bando alla “musica straniera” nel territorio cubano. Lo stesso concetto è stato affermato recentemente anche dal giornalista Red Ronnie in un’intervista trasmessa a Studio Aperto e visibile in fondo all’articolo.

Se ci si limita alla scena rock anglo-americana, la notizia rimane infondata. Infatti, i giornali e le tv hanno dimenticato di ricordare, che più che da un fantomatico bando al rock da parte di Fidel Castro gli artisti nord-americani e le loro case discografiche sono stati frenati dall’embargo e dalle leggi che vietavano ai cittadini statunitensi di andare a Cuba. Tornando indietro agli anni della presidenza Carter, il quale riaprì qualche canale di dialogo con i cubani, per un evento oggi dimenticato dall’informazione: l’Havana Jam del 1979, il festival di tre giorni tenutosi al Teatro Karl Marx, che vide suonare insieme il meglio della scena musicale cubana con le star dell’epoca come Stephen Stills, Billy Joel, Kris Kristofferson, i Weather Report e tanti altri.

Nel corso degli anni sul territorio cubano si sono esibiti numerosi artisti italiani e stranieri, a cominciare dai nostrani Area e Demetrio Stratos, ai torinesi Statuto che hanno suonato in Plaza De la Revolucion nel 1997, al Banco del Mutuo Soccorso, ai Nomadi che portarono in dono libri e quaderni nelle scuole, all’indimenticabile Pino Daniele che prese parte al Festival di Varadero del 1983, a Eugenio Finardi, Sergio Endrigo, Daniele Silvestri, Articolo 31, Edoardo Bennato, Jovanotti e alla recente esibizione di Zucchero nel 2012. Questi gli artisti italiani (qualora ne avessimo dimenticato qualcuno ce ne scusiamo) che hanno fatto visita e si sono esibiti a Cuba.

Fra gli artisti stranieri spiccano gli Audioslave, il supergruppo dell’ex-Rage Against The Machine Tom Morello e dell’ex cantante dei Soundgarden Chris Cornell, che fu la prima rock band americana a suonare a Cuba nel 2005. Quel concerto davanti a migliaia di cubani nella Tribuna Antimperialista a L’Avana è documentato da CD, DVD, ma evidentemente non c’erano “giornalisti” e tv che ne sapessero qualcosa.

Fra gli altri nomi spicca Manu Chao nel 2009, che si esibì a nella ricorrenza del 42esimo anniversario della morte del “Che” Guevara, e recentemente – lo scorso 6 marzo – i Major Lazer la band statunitense formato da Diplo, Jillionaire e Walshy Fire, hanno suonato per la prima volta nell’isola caraibica, davanti a circa 400.000 persone (come testimoniato da un loro stesso tweet).

I Rolling Stones, poi, non sono stata neanche la prima rock band britannica ad esibirsi a Cuba, nel 2005 i Simply Red si esibirono al Gran Teatro de L’Havana (testimoniato anche questo da un doppio DVD), e in precedenza nel 2001 dai gallesi Manic Street Preachers, che suonarono dal vivo a L’Avana con il leader-maximo Fidel Castro in persona ad ascoltarli. Cosa che anche loro hanno ironizzato con tweet, affermando:

L’altra notte ho fatto un sogno stranissimo: tenevo un concerto gratuito all’Avana, a Cuba, al Karl Marx Theatre, ed era 15 anni fa!“.

Quindi, come detto, il concerto dei Rolling Stones a Cuba non è stato il primo concerto rock né tantomeno di artisti stranieri, e tutta questa vicenda è la dimostrazione che i media italiani informano con la tecnica del “copia e incolla”, e questo è davvero poco rassicurante, e se scrivono tali notizie infondate sulla musica, figuriamoci cosa potrebbe succedere con altri argomenti, evitando di citare la politica, quali ad esempio economia e scienza.

Le nostra ricerca termina qui… per redigere questo articolo ci sono volute alcune ore (in realtà era in bozza già da alcuni giorni) di ricerca delle fonti, YouTube su tutte, e qualora fosse sfuggito qualche nome vi invitiamo a segnarlarlo attraverso i commenti e a condividerlo attraverso i tasti sociali in basso per ricambiare il nostro sforzo e la nostra passione.

Sull'autore

Mariano Trissati

Ideatore e creatore del progetto Zeta Emme - Zona Musica.
Appassionato di Fotografia, Musica e Sport (Pallavolo).
Scrivo su Zeta Emme - Zona Musica, Roma Suona Bene e BarEden
Le mie foto sono visibili anche su Flickr e 500px

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