Venticinque anni fa, il 12 maggio del 1995, a soli 47 anni, veniva a mancare Mia Martini. Una morte prematura che non le ha impedito di entrare nell’olimpo delle più grandi interpreti della canzone italiana

Non è affatto semplice raccontare Mia Martini. Non è affatto semplice perché con la sua storia personale e artistica Mimì (all’anagrafe Domenica Bertè) ha probabilmente lasciato al nostro Paese un’eredità da non dimenticare. Sia come cantante, sia come persona, ma soprattutto come donna, che troppo spesso ha subìto l’ingiustizia del pregiudizio e della maldicenza.

Nata a Bagnara Calabra il 20 settembre del 1947, Mimì era cresciuta con la madre e le tre sorelle: Loredana, che sarebbe diventata anche lei cantante di successo (la Bertè), Leda e Olivia. La musica è stata per lei la compagna di sempre nella vita, quella che non l’ha mai abbandonata.

Il suo album di debutto, “Oltre la collina” e il singolo “Padre davvero” vengono giudicati dalla critica tra i migliori lavori italiani mai realizzati.
Raggiunge il successo negli anni Settanta, quando trionfa, per ben due volte consecutive, al Festivalbar nel 1972 e nel 1973 con capolavori come “Piccolo Uomo” (scritto da Bruno Lauzi e Michelangelo La Bionda) e “Minuetto” (scritto da Franco Califano e Dario Baldan Bembo). In seguito arrivano alcune partecipazioni al Festival di Sanremo. La prima tra queste è nel 1982 quando si presenta con “E non finisce mica il cielo“, brano scritto per lei da Ivano Fossati. E arriva pure il successo internazionale (registra i suoi brani in francese, tedesco e spagnolo, duettando con Charles Aznavour e partecipando all’Eurovision Song Contest nel 1977 e nel 1992).
Nel 1983 si ritira dalle scene a causa delle maldicenze che la terranno fuori dalle scene fino al 1989, quando si ripresenta sul palco di Sanremo con il brano “Almeno tu nell’universo“, che la riporta al grande successo.
Questi sono anni di grandi collaborazioni, costellati da canzoni come “Gli uomini non cambiano“, “La nevicata del ’56” e “Cu’mme“, in coppia con Roberto Murolo ed Enzo Gragnaniello.
Morì il 12 maggio 1995 a Cardano al Campo in provincia di Varese, ma il suo corpo venne ritrovato solo due giorni dopo.

Per ricordare Mia Martini, la Rai ha scelto di mandare in onda “Io sono Mia” (qui su RaiPlay), il film biografico del 2019 diretto da Riccardo Donna e interpretato da Serena Rossi, Lucia Mascino, Maurizio Lastrico, basato sulla vita della cantante Mia Martini. In aggiunta sono disponibili on demand sul catalogo Di RaiPlay anche il docufilm di Giorgio Verdelli “Fammi sentire bella” (qui) e “Mia – incontro con Mia Martini” del 1974. (qui)

Chi ha avuto al fortuna di conoscere Mia Martini racconta spesso della sua grande ironia e della sua spiccata simpatia. Spesso, quando si parla di Mimì, ci si concentra solamente sulle vicende tragiche che l’hanno contraddistinta. In questo momento vogliamo cercare di ripercorrere assieme a voi alcuni brani che l’hanno consacrata nell’olimpo della musica italiana attraverso una serie di video (nella playlist in basso) disponibili su Youtube.

Sull'autore

Mariano Trissati

Ideatore e creatore del progetto Zeta Emme - Zona Musica. Appassionato di Fotografia, Musica e Sport (Pallavolo). Scrivo su Zeta Emme - Zona Musica e BarEden. Le mie foto sono visibili anche su Flickr e 500px

1 commento

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    “ Non è affatto semplice raccontare Mia Martini. Non è affatto semplice perché con la sua storia personale e artistica Mimì (all’anagrafe Domenica Bertè) ha probabilmente lasciato al nostro Paese un’eredità da non dimenticare. Sia come cantante, sia come persona, ma soprattutto come donna, che troppo spesso ha subìto l’ingiustizia del pregiudizio e della maldicenza”

    D’accordo su ogni singola parola. Grazie Mia Martini

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