Tra introspezione e sperimentazione sonora, Giorgia torna con un disco che racconta la forza di rialzarsi, reinventarsi e restare fedeli alla propria essenza in un mondo che cambia troppo in fretta
C’è un filo invisibile che lega ogni fase della carriera di Giorgia: la ricerca incessante di verità. Dopo anni di silenzi, metamorfosi e nuove visioni, “G” non è solo un ritorno discografico, ma un atto di coraggio. È il diario sonoro di un’artista che ha imparato a convivere con le proprie fragilità, trasformandole in forza, ritmo e melodia. Un disco che parla di rinascita, di amore per la musica e di quella rara capacità di restare sé stessi, anche quando il mondo intorno cambia direzione.
Sembra una forzatura dirlo, ma è così. Giorgia, come ogni artista che si rispetti, ha vissuto momenti di alti e bassi nella sua lunga carriera: periodi in cui sembrava non intercettare più i gusti del grande pubblico, fino a “La Cura per Me”, che ha segnato l’ennesima svolta artistica.
Il segreto di una carriera longeva è sempre stato uno solo: riuscire a stare al passo coi tempi, rimanendo fedeli a se stessi. Per questo è sempre più difficile, per un interprete, un cantautore o una band, restare sulla cresta dell’onda per lungo tempo. Viviamo in un’epoca di cambiamenti forti, rapidi e repentini; i gusti del pubblico mutano con estrema velocità, così come il modo di fruire la musica. Le mode vanno e vengono, spesso senza lasciare traccia del loro passaggio.
Riuscire a restare ai vertici delle classifiche, quando la tua carriera è iniziata nel lontano 1994, è un’impresa ardua – anche se ti chiami Giorgia e il tuo talento è indiscutibile. Il fatto che “La Cura per Me” sia rimasto per dodici settimane consecutive ai vertici delle classifiche di vendita, con oltre 150 milioni di stream globali, e abbia raggiunto il secondo posto nelle chart best-seller diffuse da FIMI, che riportano gli album e i singoli più venduti del primo semestre dell’anno, non è un mero dettaglio: è qualcosa di profondamente significativo.
“G”, l’ultimo album, arrivato al termine di uno straordinario 2025, è il primo di inediti dopo quasi tre anni di silenzio discografico. È il coronamento di una carriera audace e poliedrica, nella quale Giorgia ha spaziato tra pop, soul, jazz, R&B contemporaneo e funky, dimostrando una versatilità rara nel panorama italiano.
Nel periodo di maggior successo ha scelto di pubblicare album sperimentali come “Oronero”, dove ha esplorato sonorità elettroniche e urban, passando poi a esibizioni unplugged con reinterpretazioni in chiave jazz acustica dei suoi brani più celebri. Ha rivisitato anche classici della musica afroamericana, del tango argentino e della tradizione popolare italiana.
Per certi versi, persino “G” fa parte di questo arco narrativo, in cui Giorgia non teme di affrontare ancora una volta il giudizio del pubblico. In “G” si concede all’uso dell’autotune nel brano “Odio corrisposto“, affronta sonorità contemporanee e contaminazioni pop e urban. Meno ballad romantiche, più brani ritmati e radiofonici. Tra i temi principali di questo concept album: la rinascita personale e artistica e il dialogo tra generazioni.
Numerose le collaborazioni in questo ultimo disco: Blanco, con cui interpreta una versione rivisitata di “La Cura per Me“; Calcutta (Golpe); Dardust (Tra le lune e le dune); Davide Petrella (Golpe); Federica Abbate (L’unica e Corpi Celesti); e Mara Sattei, accreditata tra gli autori del brano “Niente di Male” con il suo vero nome, Sara Mattei.
L’album “G” è disponibile in versione CD e LP nero, oltre alle edizioni limitate autografate: LP trasparente, LP verde acqua e CD in esclusiva su Amazon (qui), in streaming su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui) e Apple Music (qui).
Dal 25 novembre, Giorgia tornerà ad esibirsi dal vivo nei palasport italiani. Tutte le date e i biglietti sono disponibili sul circuito TicketOne.



