È possibile tirar fuori una nuova opera d’arte, in armonico equilibrio tra vigore e arrendevolezza, ecumenismo e intransigenza, da questa incantevole ottantaseienne?
La sua smisurata carriera incominciò da bambina, sotto la guida del padre Roebuck “Pops” Staples, che aveva appreso i canoni del Delta blues direttamente da Charley Patton. Mavis Staples ha incrociato i nomi più illustri del Novecento e oltre, non solo in musica (da Bob Dylan a Prince, da Aretha Franklin a Martin Luther King), per essere infine cooptata in tre Hall of Fame: blues, rock e gospel.
Il produttore Brad Cook riesce con successo a gestire artisticamente, oggi, un emblema vivente della storia del canto d’America. Abituato a lavorare per personaggi da copertina, soprattutto di area indie rock – Bon Iver, Bruce Hornsby, Hurray For The Riff Raff e Nathaniel Rateliff – circonda Staples di musicisti alla sua altezza, garantendo contributi di Bonnie Raitt, Jeff Tweedy, Derek Trucks, Katie Crutchfield, MJ Lenderman, Justin Vernon, e concepisce un album attorno a scritture di epoche diverse.
La struggente, laconica title track, “Sad and Beautiful World”, una composizione del 1995 dello sfortunato cantautore Mark Linkous, leader e unico membro fisso degli Sparklehorse, convive con brani legati a Leonard Cohen, Porter Wagoner, Frank Ocean e Gillian Welch. “Human Mind” è stata composta su misura da Hozier con Allison Russell; compaiono inoltre le firme di Tom Waits (“Chicago”, qui la chitarra è imbracciata da un nobile concittadino, Buddy Guy), e di due icone di un’epoca in cui il binomio love & peace sembrava dettar legge nel giardino di casa: Curtis Mayfield (“We Got to Have Peace” e Eddie Hinton (“Everybody Needs Love”).
A Mavis Staples l’età ha aggiunto, più che sottrarre. Non è sacrilego individuare la sua pura, stimolante sensualità nell’affrontare versi come “Se muoio troppo giovane, o arrivano gli uomini armati, sono piena d’amore / Perciò liberami, ogni parte di me, lassù in cielo”. Sono estratti dal pezzo forse più commovente: “Beautiful Strangers”, dedicato da Kevin Morby alle vittime dell’eccidio avvenuto all’interno del night-club Pulse di Orlando, nel giugno 2016.
Aveva preso in considerazione di ritirarsi nel 2023, l’anziana diva, ma si era resa conto di avere ancora tanto da esprimere. “Bisogna rimanere fiduciosi che le cose miglioreranno”, dice. Salda nel trionfo e nelle avversità, continua a fare musica, anche se sa che non può proteggere il suo paese, e neppure il resto del mondo, così “triste e bello”, dai pericoli che si stanno accumulando.
L’album “Sad and Beautiful World” di Mavis Staples è disponibile in CD e Vinile su Amazon (qui), in streaming su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui) e Apple Music (qui).



