Il Subiaco Rock & Blues Festival festeggia la sua 35esima edizione con un’apertura indimenticabile: protagonisti assoli di chitarra straordinari e l’intensa ed emozionate performance di Dolcenera
Ecco che puntualissimo, ha inizio il 35esimo anno del Subiaco Rock & Blues Festival!
Il cartellone promette bene e fa tornare in mente la ben più famosa notte delle chitarre, quando per la prima volta nel lontano 1989, si tenne “Night Of The Guitar”, un incontro di chitarristi eccellenti e le loro chitarre.
La serata di Subiaco si apre con la band Custodie Cautelari guidata da Ettore Diliberto e sin da subito si percepisce che la chitarra sarà lo strumento da onorare.
Sul grande palcoscenico allestito in Piazza della Resistenza le luci sono infatti in predominanza per i chitarristi e le loro performance.
Mi diverte e al contempo affascina rimirare le tipologie di chitarre imbracciate ed utilizzate dai vari chitarristi che si susseguono: particolarissima la Coyote di Matt Backer, sulla quale spiccano intarsi su placche di metallo, un gioiello costruito in quel di Nashville; come poi non notare al collo di Amudi Safa una chitarra assolutamente inusuale sui palcoscenici europei: una Kaggs dal suono melodiosamente aggressivo.
A farla da padrone sono in ogni caso le Ibanez, imbracciate da Andrea Maddalone e da Luigi Schiavone oltre che dal lead guitarist della band “Custodie Cautelari” Samuele Perduca. Uniche la PRS di Luca Colombo e la ESP di Alex De Rosso. Non potevano mancare certamente le immortali Fender Stratocaster e le Gibson Les Paul che restano gli strumenti in assoluto più amati dai chitarristi di tutto il mondo.
Tutto lo spettacolo si svolge come una grande jam session, intervallata da brani cantati dalla singer Francesca De Bonis per arrivare poi all’esibizione di Dolcenera che oltre ad i suoi successi, come: “Siamo tutti là fuori“, “Ci vediamo a casa” e “Com’è straordinaria la vita” ci regala un’intensa interpretazione del brano di Lucio Battisti “Emozioni“ che esegue accompagnandosi al pianoforte.
Una giusta menzione poi per Sarah Jane Morris e alla sua graffiante voce da navigata blues-singer.
Emozionante la parte finale sulla note di “Purple Rain” di Prince, in cui ogni chitarrista, compresi anche i non citati Maurizio Solieri, Max Cottafavi, Andrea Fornili, Osvaldo Di Dio, hanno eseguito un assolo legato alla propria formazione e capacità: tanti gli stili, tante le diversità, tante le variazioni assolutamente godibili e di livello.
Grazie Subiaco Rock Blues Festival, che ancora una volta riesci a sorprenderci con un proposta notevolissima.
Galleria fotografica a cura di Mariano Trissati
























































