Si avvia con una data romana il colesterolico tour europeo della Butter Funk Family. Ne tira le fila Printz Board, il trombettista, tastierista, cantautore e produttore che ha legato il suo nome a Black Eyed Peas, Katy Perry, CeeLo Green, Mark Ronson e John Legend, e sulla parete del tinello, a Los Angeles, ha appeso due Grammy, e non è esattamente una band. Si configura piuttosto come un collettivo, dalle cui porte girevoli sono passati finora non meno di trentacinque musicisti a livello globale. La BFF, che naviga fiera sulle rotte della grande tradizione soul e funk afroamericana, vanta già un seguito dall’Islanda al Senegal, dal Brasile all’Europa.
I membri fondatori, il sassofonista e flautista Jay Flat, il chitarrista Nadav Peled, il bassista Eric England e il batterista Brent Tyler, armati di una tagliente perizia tecnica, sono tutti a bordo di “Facts”, l’EP che anticipa la stagione dei viaggi, forte di un’ostinata title track e della maliziosa “Pussy Pit”, con il rap vecchia scuola di Torrence Groce, aka Took4Granted. Numerosi gli ospiti, compresa l’emergente Alana Hil, sugosa soul sister del Kentucky, pronta per la sua prima esperienza sui palchi del vecchio continente. La copertina è già destinata a fare storia: concepita proprio in California, patria delle diete salutistiche, espone una Cadillac gialla grondante burro fuso.
L’elastica scaletta è popolata di chitarre suonate col wa-wa, di bassi percossi con lo slap, di sezioni di fiati roventi, di esagerazioni controllate, di colonne sonore per una blaxploitation immaginaria e di un salutare senso dell’umorismo. Inevitabile il “messaggio”: sbilanciata com’è verso l’era brunita del funk di James Brown, Bootsy Collins e War, la Famiglia di Burro sostiene la politica del “Love Power”, al quale inneggia l’omonimo brano ghetto-centrico.
E adopera, ideologicamente e ritmicamente, il lessico di mezzo secolo fa. “La musica funk non è soltanto da vedere o da ascoltare. È un feeling. Viaggia attraverso il corpo come una scarica elettrica, facendoti alzare in piedi e scagliandoti direttamente sulla pista, con un magnetismo primordiale. Come usciti da un’astronave degli anni Settanta e catapultati in un mondo post-social media in disperato bisogno di connessione, la Butter Funk Family trasmette l’energia del funk classico per il Ventunesimo secolo e oltre”.
Ecco le tappe italiane della tournée, che tocca anche Copenhagen, Londra, Parigi e Berlino:
- 6 Febbraio: Alcazar, Roma;
- 7 Febbraio: Sghetto, Bologna;
- 8 Febbraio: Biko, Milano;
- 14 Febbraio: Raindogs, Savona;
- 1 Marzo: Nidaba, Milano.
L’album “Facts” della Butter Funk Family è disponibile in streaming su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui) e Apple Music (qui).



