Unico jazzista tedesco chiamato a suonare alla Casa Bianca, il trombettista (e credibile crooner) Till Brönner è tra gli interpreti del genere più popolari d’Europa. Sulla parete del salotto allinea diversi premi Echo, i riconoscimenti assegnati annualmente dalla Deutsche Phono-Akademie, per non dire dei dischi d’oro e di platino, figli di vendite milionarie certificate
Il suo ultimo lavoro, prodotto insieme a Nicola Conte a Roma e Bari, omaggia nel titolo e nei contenuti l’«Italia», dove Till ha trascorso parte dell’infanzia, e per la scelta del repertorio, dei comprimari, degli arrangiamenti e del modello esecutivo si candida a un nuovo probabile successo.
Musicista e compositore vicino alla fusion, Brönner si accosta con competenza e rispetto a classici che da decenni sono di casa nel jazz internazionale. «Estate» di Bruno Martino apre la selezione in veste strumentale; «Quando, Quando, Quando» di Tony Renis è cantata in un contagioso disco-swing da Giovanni Zarrella, showman tedesco di ceppo campano. Si avventura dove Cinecittà confina con la jazzploitation: «La donna invisibile» (Ennio Morricone, 1969), «Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto» (Piero Piccioni, 1974) e soprattutto «Il trucido e lo sbirro», dall’infame ma rivalutato poliziottesco del 1976, con Tomas Milian nel ruolo di Monnezza, che si arricchisce di un’apertura funky alla «Hard To Handle».
E poi c’è la canzone autorale. «Amarsi un po’» di Lucio Battisti resta pura, vorticosa narrazione anche senza le parole di Mogol; invece le «Parole parole» di Mina e Albero Lupo accolgono la seducente sfida della voce di Chiara Civello; a «L’appuntamento» con la signature song di Ornella Vanoni si presenta il Brönner solista, sia al canto che al flicorno. La fedeltà a «Via con me» di Paolo Conte è infine trattata da Mario Biondi, forse involontariamente, in modo quasi parodistico.
Il pot-pourri sonoro – alle parti vocali partecipano anche Sera Kalo (ne «L’unica chance» di Adriano Celentano) e Mandy Capristo (con «In alto mare» di Loredana Bertè) – è coerente, accessibile ma deliziosamente scentrato, sia in termini estetici che temporali, e sfugge alle classificazioni. Lounge, library music, smooth jazz, post disco, pop o bop? Qualsiasi sia la definizione, il territorio è già stato mappato, contemplato e reimmaginato da generazioni di ascoltatori e musicisti. Persino «Viva la felicità», il primo singolo estratto, riuscito remake della sigla di cartoni televisivi del signor Rossi, a cura di Bruno Bozzetto, aveva già riscosso attenzioni (e proprio in territorio tedesco, dal nu-jazz di De-Phazz).
Raramente, però, il revival della partita Italia-Germania era stato vissuto in maniera così sentita. I maligni la diranno elevator music; se è così, fortunato il condominio dotato di quegli ascensori.
L’album “Italia” di Till Brönner è disponibile su CD e Vinile su Amazon dal 19 settembre (qui), in streaming su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui) e Apple Music (qui).



