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Home » Blog » “L’ultima casa accogliente”, il nuovo album dei The Zen Circus
The Zen Circus - Ultima Casa Accogliente
ANTEPRIME

“L’ultima casa accogliente”, il nuovo album dei The Zen Circus

Daniele CrescenziDi Daniele Crescenzi12 Novembre 2020Nessun commento

A due anni di distanza da “Il fuoco in una stanza”, Andrea Appino e soci tornano con un nuovo progetto discografico dal titolo “L’ultima casa accogliente”

Apprezzatissimi dalla critica, sempre più amati dal pubblico, soprattutto dopo la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “L’amore è una dittatura” e il successivo concerto del Primo Maggio del 2019, gli Zen Circus, sono riusciti ad uscire dall’underground, laddove erano confinati sin dal 1998, anno in cui pubblicano il loro primo album, in lingua inglese “About Thieves, Farmers, Tramps and Policemen”, fino al 2005 con “Vita e opinioni di Nello Scarpellini, gentiluomo“, registrato completamente in analogico, dove sono presenti per la prima volta alcune tracce cantate in italiano, ma è solo dal 2009, con l’album intitolato “Andate tutti affanculo“, che la band per la prima volta produce un disco cantato completamente in lingua italiana, riuscendo ad entrare nel circuito che conta, e rimanendo fedeli alle etichette indipendenti come La Tempesta Dischi che ha prodotto i loro ultimi album, e con la quale si stanno finalmente togliendo molte soddisfazioni dal punto di vista professionale.

“L’ultima casa accogliente”, si sa, come molti dei dischi che escono in questo difficile periodo di pandemia, dovrà affrontare numerosi problemi di distribuzione, non avrà la possibilità di essere supportato da un tour, ma siamo fiduciosi che avrà l’attenzione che merita. Hanno dalla loro un nutrito pubblico transgenerazionale che li segue da oltre venti anni e nuovi fan che li hanno cominciati a scoprire da un anno a questa parte.

Il disco si compone di nove brani inediti, tra i quali il primo singolo estratto “Appesi alla Luna”, seguiti dal secondo estratto “Catrame”.

Andrea Appino, in una intervista rilasciata dall’agenzia di stampa Adnkronos ha definito questo disco come “il loro album più libero“. E già questa affermazione la dice lunga, vista la caratteristica che li contraddistingue, cioè quella di utilizzare testi molto interessanti, spesso concentrati sull’attualità, a tratti rabbiosi, talvolta malinconici e sempre abbastanza impegnati. Testi lunghi e articolati, con parole lanciate come un pugno nello stomaco di chi ascolta. Divertono, fanno riflettere, gli Zen Circus, coinvolgono con l’energia che sanno sprigionare sia dai loro strumenti, che dalla voce del frontman Andrea Appino.

Non è una esagerazione e nemmeno lesa maestà, nel dire che nella musica degli Zen Circus, vi si trovano elementi che non si scorgono nella musica d’autore italiana dai tempi del grande Rino Gaetano. A questo punto, leggendo questa affermazione, forse qualcuno storcerà la bocca. Eppure, è così, e chi scrive nutre una vera e propria venerazione per Rino Gaetano, al punto di considerarla una sorta di religione pagana. Solo ascoltandoli, si può avere conferma di quello che vengo a riportare qui: ascoltando brani come “L’Anima non Conta“, “Viva“, “Ilenia“, “Catene” o “Il Fuoco in Una Stanza“, e mi fermo qui, perché veramente la loro discografia è ricchissima di veri e propri capolavori che sanno unire testi intelligenti e profondi con una musica piena di energia e di brio, che spiazza tra il folk rock, indie, punk e alternative.

Sulle tematiche affrontate in “L’ultima casa accogliente”, si sa ancora poco, ma in base alle poche indiscrezioni e all’ascolto dei singoli “Appesi Alla Luna” e “Catrame“, di certo sarà un album che tratterà principalmente di rapporti tra le persone, in una società moderna dove si è sempre più soli, e la “casa” è il rifugio dove nascondersi dai pericoli del Mondo, ma anche una riflessione stessa sulla vita, con testi assolutamente di livello, come: “Vogliamo libertà per tutti i popoli, ma i primi siamo noi a non esser liberi” oppure “Siamo parte dell’eternità del mondo, e continuiamo a comportarci da un millesimo di secondo” sono due passaggi nelle canzone “Catrame” dove vi è un passo assolutamente sensazionale: ”Una poesia va scritta dedicata e poi abbandonata, chi la usa per piacere agli altri, beh, l’ha sprecata. Quindi scavami una buca e seppellisci il mio cuore e sulla lapide scrivi “A breve arriva il padrone”. Una delle tante perle dei brani targati Zen Circus. Oltre a “Catrame” e “Appesi alla Luna“, l’album contiene altri sette brani, tra i quali la title track “L’ultima casa accogliente”.

L’album “L’ultima casa accogliente”, con la foto di copertina di Ilaria Magliocchetti Lombi, è disponibile dal 13 novembre in CD e Vinile su Amazon (qui), in streaming e in digital download su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui) e Apple Music (qui)

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Daniele Crescenzi
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Ideatore e creatore del progetto Roma Suona Bene. Giornalista pubblicista iscritto dal 2005. Appassionato di Musica e Fotografia. Scrive su Roma Suona Bene, Zeta Emme - Zona Musica e Agenzia Eventi

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