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Home » Blog » Dua Lipa – Live From Mexico, quando un concerto diventa memoria collettiva
Dua Lipa - Live from Mexico
POP

Dua Lipa – Live From Mexico, quando un concerto diventa memoria collettiva

Mariano TrissatiDi Mariano Trissati25 Maggio 2026Nessun commento

C’è chi chiude un tour e chi, invece, lo trasforma in qualcosa di permanente. Dua Lipa ha scelto la seconda strada, e il risultato è uno di quei regali che i fan non dimenticheranno facilmente

Bisogna essere onesti: quando un’artista decide di regalare al mondo intero il film del proprio tour su YouTube, gratis, senza abbonamenti né piattaforme esclusive, c’è qualcosa che va oltre la strategia promozionale, e così lo scorso 14 maggio Dua Lipa ha annunciato sui suoi canali social che le tre notti di Città del Messico, con cui aveva chiuso il Radical Optimism Tour, sarebbero diventate sia un film-concerto che un album live.

A stuzzicare ulteriormente l’attesa, il 15 maggio era già uscito il singolo anticipatore “End of an Era (Live From Mexico)“. E poi, puntuale come promesso, il 21 maggio il film-concerto ha debuttato su YouTube, seguito il 22 maggio dall’album live su tutte le piattaforme di streaming. Le copie fisiche in CD e vinile sono invece disponibili in preordine, con le spedizioni fissate a partire dal 5 giugno.

Novantadue show, cinque continenti, tre notti in Messico

Per capire davvero cosa rappresenta questo progetto occorre tornare all’inizio. Il Radical Optimism Tour ha attraversato il mondo per 92 date, vendendo oltre 1,75 milioni di biglietti su cinque continenti. Un percorso immenso, partito dall’Australia nel marzo 2025 e costruito attorno al terzo album di Dua Lipa, “Radical Optimism“, pubblicato nel maggio 2024. In termini di numeri puri, il tour si è classificato come il terzo più redditizio tra le pop star del 2025, con oltre 141 milioni di dollari incassati e 1,2 milioni di biglietti venduti in 59 show.
Il progetto è stato registrato durante le tre serate sold out all’Estadio GNP Seguros di Città del Messico, nel dicembre 2025. Scegliere il Messico come cornice finale, come si scoprirà, non è stato affatto casuale

Il Messico come atto d’amore

Una delle tradizioni più amate di questo tour è stata quella delle cover locali. In ogni città del mondo Dua ha eseguito un brano nella lingua del posto, arrivando nel complesso a cantare in nove lingue diverse: spagnolo, italiano, francese, ceco, olandese, tedesco, portoghese e albanese. Per il Messico, però, aveva qualcosa in più da dire.
La prima serata aveva già commosso il pubblico con “Bésame Mucho” nell’arrangiamento reso celebre da Luis Miguel. Nella seconda, Fher Olvera, voce e chitarra dei Maná, è salito sul palco per duettare su “Oye Mi Amor“, il classico della band del 1992, in uno dei momenti più intensi dell’intero tour.
Ma è stata la terza notte, quella del 5 dicembre 2025, quella che ha lasciato il segno più vero. Dua Lipa ha chiuso il suo Radical Optimism Tour con una versione di “Amor Prohibido“, il capolavoro di Selena Quintanilla, spiegando in spagnolo al pubblico di sentire una connessione profonda con quella storia: “Mi sento albanese e inglese, così come lei era messicana e americana. Capisco il sentirsi di due luoghi allo stesso tempo“. Dallo stadio si è alzato spontaneo un coro: “¡Dua, hermana, ya eres mexicana!“. In quel momento, più che un concerto, sembrava un rito di appartenenza.

L’album: ventuno tracce che dal vivo suonano più grandi

Il disco si apre con la potenza adrenalinica di “Training Season” e non abbassa mai la guardia. I brani tratti da “Radical Optimism”, che in studio avevano scelto più aria e respiro, qui suonano gonfi, amplificati fino al massimalismo del debutto omonimo del 2017 e del pluripremiato “Future Nostalgia” del 2020. L’unica pausa è una versione spoglia di “Anything for Love“, che rallenta tutto e trasforma lo stadio in una distesa di luci tremanti.
l resto della scaletta è un viaggio nella discografia di Dua Lipa: “Break My Heart”, “One Kiss“, “Levitating“, “These Walls“, “Oye Mi Amor” con Fher de Maná, “Physical“, “Electricity“, “Hallucinate“, “Illusion“, “Love Again“, “Be the One“, fino alla doppietta finale di “Don’t Start Now” e “Houdini“. Ventuno tracce che, messe in fila, raccontano un’artista che non ha paura di farsi misurare dal vivo.

Nel trailer del film, Dua Lipa si rivolge al pubblico con emozione palpabile: “Questo tour è stata l’esperienza più bella e appagante della mia carriera fino a oggi. Avete costruito qualcosa di più grande di uno show. Avete costruito una famiglia, e lo sento ogni singola sera“.

Nel post su Instagram (qui) che ha accompagnato l’uscita, le parole sono ancora più dirette e personali: “Due anni tra i più speciali condensati in due ore. La fine di un’era. Spero che guardare e ascoltare questo trasmetta l’euforia, l’amore, il sangue, il sudore, le lacrime e soprattutto il Radical Optimism che abbiamo condiviso in questo tour. Lo avremo per sempre“.

Ecco il punto, in fondo. “Live From Mexico” non è un prodotto di archivio né un’operazione nostalgia. È la prova che certi concerti non appartengono solo a chi era lì, sotto quel cielo a Città del Messico. Appartengono a tutti. E adesso, finalmente, lo sono davvero.

Il film-concerto Dua Lipa: Live From Mexico è disponibile gratuitamente sul canale YouTube ufficiale dell’artista dal 21 maggio. L’album live è su Spotify (qui), Apple Music (qui) ed in streaming su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui). Le edizioni fisiche in CD e vinile saranno disponibili dal 5 giugno su Amazon (qui).

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Ideatore e creatore del progetto Zeta Emme - Zona Musica. Appassionato di Fotografia, Musica e Sport (Pallavolo). Scrivo su Zeta Emme - Zona Musica e BarEden. Le mie foto sono visibili anche su Flickr e 500px

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