Ci sono serate in cui la musica smette di essere un semplice intrattenimento e diventa uno spazio di sospensione temporale, un ponte gettato tra sponde culturali apparentemente lontane. È esattamente quel che è accaduto giovedì 2 luglio, nello splendido scenario del parco della Casa del Jazz di Roma dove il maestro tunisino dell’oud, Anouar Brahem, ha incantato il pubblico romano con il suo progetto “After the Last Sky”
L’evento ha rappresentato uno dei momenti più attesi e preziosi della ricca programmazione di Summertime 2026, il festival estivo che ogni anno trasforma i giardini della Casa del Jazz di Roma in un epicentro della musica di improvvisazione e della world music internazionale.
Un viaggio oltre i confini del suono
Prendendo il titolo dal celebre e poetico lavoro ispirato alle parole del poeta palestinese Mahmoud Darwish, “Dove dovrebbero volare gli uccelli, dopo l’ultimo cielo?” il concerto di Anouar Brahem si è rivelato un’esperienza immersiva. Il compositore tunisino accompagnato da tre straordinari musicisti, Django Bates al pianoforte, Anja Lechner al violoncello e Mats Eilertsen al contrabbasso, ha intrecciato la millenaria tradizione della musica araba ed orientale con le sfumature più colte del jazz contemporaneo e della musica classica d’avanguardia.
Sotto il cielo di una calda sera d’estate di Roma, le corde dell’oud di Brahem hanno dialogato con grazia assoluta, creando un’atmosfera intima e quasi ipnotica. Il pubblico si è lasciato cullare da melodie fatte di silenzi densi, passaggi di struggente lirismo e improvvisazioni geometriche, ma profondamente emotive.
La perfetta cornice di Summertime
La Casa del Jazz si conferma, ancora una volta, il luogo ideale per questo tipo di geografie sonore. Il soffio leggero della brezza del ponentino tra gli alberi del parco ha fatto da naturale contrappunto acustico a una performance che ha fatto della delicatezza la sua forza d’urto.
Con “After the Last Sky”, Anouar Brahem non ha solo offerto un concerto impeccabile, ma ha ricordato a tutti i presenti il potere della musica come linguaggio universale di pace e di incontro. Un successo totale per il cartellone di Summertime 2026, che si attesta sempre di più come un punto di riferimento imprescindibile per l’estate culturale capitolina.
Guarda le foto esclusive del concerto e rivivi le emozioni della serata attraverso le immagini di Monica Antonietti















