La grande artista americana ripropone “Un Mondo d’Amore”, il grande classico portato al successo da Gianni Morandi nel 1967, come segno di vicinanza e di speranza per gli italiani duramente colpiti dal Covid19

Una delle cantautrici più impegnate e carismatiche nel panorama internazionale è anche una delle artiste da sempre più vicine al nostro Paese. Lo ha dimostrato nel corso della sua lunga carriera e continua ancora a dimostrarlo oggi. Joan Baez e l’Italia, un’amore sconfinato e senza tempo. Quest’amore per il quale l’usignolo di Woodstock non ha mai fatto mistero che la portò ad interpretare nella nostra lingua canzoni memorabili del nostro patrimonio musicale come “La Canzone di Marinella” di Fabrizio De André, dandone una risonanza internazionale, ma anche a scontrarsi con la severa critica del suo Paese ed alcuni ambienti politici per la sua versione de “La Ballata di Sacco e Vanzetti” (“Here’s to You Nicola and Bart”) di Ennio Morricone, canzone di denuncia contro il processo-farsa che portò alla condanna a morte dei due immigrati italiani, Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti a Charlestown (Massachusetts) nel 1927, del tutto innocenti rispetto alle accuse di omicidio per le quali erano imputati e sul verdetto del quale, pesò molto il clima di ostilità allora diffuso negli Stati Uniti nei confronti degli italiani.

Joan Baez già aveva interpretato in passato un altro grande classico italiano come “Un Mondo d’Amore”, che Gianni Morandi portò al successo nel 1967. Ora lo fa nuovamente, con ancora più intensità, mandando un messaggio di speranza agli italiani in un momento così difficile, e con un video dalla sua casa in California, solo voce, chitarra e tanto affetto. Tramite i social manda un messaggio, in un accettabile italiano e poi canta “Un Mondo d’Amore”. Già il frontman degli U2 Bono alcuni giorni fa, aveva caricato, sempre dalla sua casa il video dell’inedito “Let your love be known”, dedicandola, come ha avuto modo di dire agli “italiani che l’hanno ispirata … per gli irlandesi… per chiunque è in difficoltà e continua a cantare. Per medici, infermieri, operatori in prima linea”. Il brano poi ha avuto una rivisitazione con il contributo di  Will.i.am (Black Eyed Peas), Jennifer Hudson e Yoshiki. Sempre su Facebook, sulla loro pagina ufficiale, i R.E.M. la band di Michael Stipe ha omaggiato l’Italia con il video del 2003 che li vedeva ospiti nella trasmissione televisiva “Quelli che il calcio”, accompagnando il video con un messaggio d’affetto dove venivano, tra l’altro riportate le parole “Ci sarà sempre un’Italia, di sicuro. Stiamo pensando a tutti i nostri amici in Italia, pregando per la loro salute e che chi ha bisogno sia aiutato e sperando che anche questo passi”, Ariana Grande, al contrario ha utilizzato il suo profilo Instagram per chiedere ai suoi moltissimi seguaci di effettuare donazioni alla Croce Rossa Italiana.

I Pearl Jam hanno pubblicato sulla loro pagina Facebook la lettera di un fan di Bergamo. E tanti altri messaggi e bellissimi omaggi da Patti Smith, Chris Evans, Bryan May, Tom Hardy, Luka Sulic (2Cellos), LP, Slash (anche il grande chitarrista dei Guns’n’Roses ha postato un video con le Frecce Tricolori), segno tangibile per dell’affetto verso l’Italia ai quattro angoli della Terra.

L’omaggio di Joan Baez rimane però senz’altro uno dei più belli e più sentiti, mai scontato, come mai banale è stata la sua carriera artistica, di una donna diventata una leggenda della musica ma anche dell’attivismo per i diritti civili e per la pace. “Voi siete fonte di ispirazione per tutto il mondo” – afferma Joan – rimasta come tanti altri colpita dai flashmob sui balconi, che si sono tenuti nelle scorse settimane, e dallo spirito di resilienza degli italiani in un momento così difficile. Immagini divenute virali, che hanno conquistato la rete ed il Mondo, quel Mondo d’Amore, tanto caro a Joan Baez e a tanti idealisti come lei, che non si arrendono all’idea di un Pianeta afflitto da guerre, povertà e ingiustizie.

Non possiamo che dirle, ancora una volta Grazie Joan.

Sull'autore

Daniele Crescenzi

Ideatore e creatore del progetto Roma Suona Bene. Giornalista pubblicista iscritto dal 2005. Appassionato di Musica e Fotografia. Scrive su Roma Suona Bene, Zeta Emme - Zona Musica e Agenzia Eventi

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