Tra le troppe conseguenze nefaste della pandemia, con l’annullamento dell’edizione 2020 del Porretta Soul Festival è sfumata anche la possibilità di applaudire dal vivo John Németh. Sarebbe dovuto salire sul palco del Rufus Thomas Park, già calcato con successo dai Bo-Keys e da quello stesso Scott Bomar presso i cui studi – gli Electraphonic di Memphis – Németh ha inciso l’ultimo album, in uscita presso la Nola Blue diretta da Sallie Bengtson

Ungherese per parte di padre, il quale combatté l’invasione sovietica nel 1956 e, sconfitto, riparò in Idaho, fino all’età di ventinove anni John ha vissuto tra i campi di patate di Boise. Era già incappato nel blues (grazie, pare, all’incontro con uno dei titoli fondamentali dello stile, “Hoodoo Man Blues” di Junior Wells), quando capitò nella Bay Area nel 2006 per seguire la ragazza; nel giro di una settimana aveva già un contratto in mano con la Blind Pig. Nel 2013 festeggerà il secondo trasloco e la nuova residenza con “Memphis Grease”, inciso agli Electraphonic con Bomar e Bo-Keys al gran completo. L’attuale “Stronger Than Strong” è la ripresa di quel rapporto e ribadisce le preferenze dell’interprete, che ama il periodo in cui è appena arrivata la soul music e il blues non si sogna di farsi da parte. Cambiano i comprimari, ora si circonda dei giovani leoni della sua road band, tra cui Jon Hay, 19enne chitarrista di Philadelphia.

John Németh nasce musicalmente come armonicista di vaglia, e lo si intuisce già nei passaggi di “Chain Breaker”, il brano-guida della selezione, ma al pari dei suoi decisivi riferimenti (oltre a Wells anche l’immenso Junior Parker) ripone almeno altrettanta fiducia nella voce che nello strumento. Ne dà prove certe in “I Can See Your Love Light Shine”, dall’amabile struttura rupestre, quasi ska, nella accorata ma fantasiosa “Bars” e nella minacciosa “Work For Love”, con echi del falsetto di Syl Johnson, tanto per ribadire che modestamente i modelli se li sa scegliere.

Ancora condizionato dalla figura di Parker, ritorna pensoso su “Sometimes”; si era già misurato su disco con questo classico blues dell’indecisione, stavolta sceglie di rallentare lo shuffle dell’originale. Uscito nel 1958, il brano ora è quasi dimenticato. Non così la sua facciata B: era “Sweet Home Chicago”, proprio la versione che, per il tramite di Magic Sam, affascinerà i Blues Brothers e milioni di fan.

L’album “Stronger Than Strong” di John Németh, è disponibile su Amazon (qui), in streaming e in digital download su Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento qui), iTunes (qui), Apple Music (qui).

Sull'autore

Edoardo Fassio aka Catfish

Edoardo Fassio è un’autorità assoluta nel territorio del blues e del canto popolare afroamericano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano “La Stampa” e per “TorinoSette”; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane “Musica Jazz”, “Il Blues” e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Con il classico pseudonimo di Catfish è autore, conduttore e animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa.
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues”, acclamato come “indispensabile” (“World Music Magazine”), “autorevole e insolito” (“Amadeus”), “scintillante” (“Buscadero”), “la medicina giusta” (“Rumore”).
Nel 2017 per Vololibero sono usciti “Soul City: Porretta Terme, il festival e la musica” storia di trent’anni del Porretta Soul Festival, vincitore del premio Keeping The Blues Alive 2017, e “Solomon Burke. Ho visto un re”.
Il suo ultimo libro, “È tutto finito adesso, Baby Blue”, dato alle stampe nel 2020 da 96, Rue de-La-Fontaine Edizioni, è una Soul Fiction.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.