È un bug generazionale quello che ha pizzicato il terzetto di millennial tiburtini Ménageàtrois, formazione acustica che mira all’essenziale e lo centra in pieno con la pubblicazione dell’omonimo EP d’esordio, in uscita il 15 maggio

Attivissimi dal 2017 sulla scena live di Roma e provincia, si sono fatti notare anche sul suolo tedesco, in un recital organizzato presso il consolato italiano di Colonia. La frontgirl Clarissa Dominici racconta in musica piccole storie amene di apparente quotidianità, raccattate ai confini del nonsense e ravvivate da uno spirito swingante, non distante dal blues, da emotività latine e da certo jazz da piano bar italiano da ore piccole. Soltanto che qui non c’è il piano, e al bar, in questo periodo di pandemia, chissà quando si potrà tornare: il trio è completato da Ilde Neri (chitarra, basso e cori) e Alessandro Palma (cajon e percussioni) e in un paio di pezzi è integrato, al contrabbasso, da Marco Corrirossi.

L’accompagnamento, gradevole ma spartano, potrebbe indurre le corde vocali di Clarissa a uscire dal seminato o fare gli straordinari, ma la voce è sicura, tenera, tranquillamente impostata. Non corre troppo quando i brani si affrettano (“La scatola dei ricordi” e il brillante quasi-scioglilingua di apertura “Tenteremo di rifarci con il blues”, una dichiarazione di indipendenza da un boyfriend inaffidabile) e soprattutto fa mostra di credere nei testi interpretati. I quali, proprio mentre appaiono leggeri, ridarelli e inverosimili, tra le pieghe fanno riflettere e persino indignare, come manco un Guccini o un De Gregori.

È il caso di “Bug generazionale” (“Quattromila anni di storia hanno generato qualcosa di sbagliato come noi / Quattromila anni di storia hanno contribuito a far mostrare a tutti un solo dito”), o del “Trasformista”, che mette alla berlina un “Abile professionista / Allarmista sovranista / Sempre con le mani in pasta / Tipo da frittura mista / Inguaribile ottimista / Sopra il carro del razzista”.

I Ménageàtrois fanno bene a perseguire la loro strada, in controtendenza rispetto all’offerta pop contemporanea. Badano alla sostanza, abbinandole beninteso le forme adeguate: la musica del CD è contenuta in un sobrio ma allettante album cartonato che avrebbe potuto recare il marchio della Tǔk Music, l’etichetta di Paolo Fresu.

L’EP omonimo dei Ménageàtrois è disponibile dal 15 maggio in streaming e in digital download sulle maggiori piattaforme, quali: Amazon (qui), Amazon Music Unlimited (sottoscrivendo un abbonamento – gratis i primi 3 mesiqui), iTunes (qui) e Apple Music (qui).

Sull'autore

Edoardo Fassio aka Catfish

Edoardo Fassio è un’autorità assoluta nel territorio del blues e del canto popolare afroamericano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano “La Stampa” e per “TorinoSette”; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane “Musica Jazz”, “Il Blues” e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Con il classico pseudonimo di Catfish è autore, conduttore e animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa.
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues”, acclamato come “indispensabile” (“World Music Magazine”), “autorevole e insolito” (“Amadeus”), “scintillante” (“Buscadero”), “la medicina giusta” (“Rumore”).
Nel 2017 per Vololibero sono usciti “Soul City: Porretta Terme, il festival e la musica” storia di trent’anni del Porretta Soul Festival, vincitore del premio Keeping The Blues Alive 2017, e “Solomon Burke. Ho visto un re”.
Il suo ultimo libro, “È tutto finito adesso, Baby Blue”, dato alle stampe nel 2020 da 96, Rue de-La-Fontaine Edizioni, è una Soul Fiction.

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