Dopo vari cambi d’organico esce ora il primo album in piena regola del gruppo, che finora aveva partorito l’EP “Close Up”. “Stones Restore Bones” comprende sei tracce medio-lunghe e ben elaborate sia sul piano compositivo che esecutivo

Interessante il giro del decennio, in senso artistico, degli All Sensations, creature dell’area di Tivoli – Guidonia e band indipendente se mai ce n’è stata una. Il gruppo nasce nel 2010 dall’alleanza di due chitarristi, l’acustico Stefano Tontini, che è anche cantante e compositore, e l’elettrico Emanuele Vecchi. La band si esibisce su palchi ben oltre la provincia di Roma: si fanno notare ai contest e nei festival (come lo Sperlonga Music Festival e il Nessun Dorma Rock Festival), finiscono per aprire per Caparezza all’Ichnusa Festival di Oristano e per suonare all’Alcatraz di Milano e nei club trendy di Parigi. Lo stile prescelto, un rhythm-and-blues melodico e immaginoso, è il letto di coltura per brani originali che non nascondono la nostalgia per gli anni Settanta, e neppure per le elaborazioni stilistiche care al lato prog della vita.

Dopo vari cambi d’organico esce ora il primo album in piena regola del gruppo, che finora aveva partorito l’EP “Close Up”.
Stones Restore Bones” comprende sei tracce medio-lunghe e ben elaborate sia sul piano compositivo che esecutivo. Qui le “Sensazioni” confermano la loro duplice vocazione, tra la funk-fusion eurocentrica e il rock progressivo, con testi in inglese talora sfuggenti e onirici, talaltra diretti e inquieti, come l’antirazzista “Thank You mr.” o “Peaceful Strangers”, che pare alludere alla strage del Bataclan, a corredare incalzanti partiture strumentali.

Ricondizionata la ritmica, con Alessandro Toti al basso, Davide Savarese alla batteria e Giovanni Masotti alle percussioni, il groove viene tenuto palpitante da manico e pedaliera di Emanuele Vecchi e da un’altra preziosa new entry, il tastierista Daniel Mastrovito, con obbligo di Hammond, Fender Rhodes e synth.
Grazie a composizioni non banali come la fluida “Find A Way”, la tortuosa “Walking On Fire” e la conclusiva “Veil Of Maya”, che costituiscono l’intelaiatura per stimolanti escursioni improvvisative, gli All Sensations hanno a disposizione il campionario più adatto per proseguire le loro avventure sull’arena europea.

Il CD di “Stones Restore Bones” degli All Sensations verrà messo in vendita a breve e sarà disponibile anche in streaming e in digital download sui maggiori store musicali.

Sull'autore

Edoardo Fassio aka Catfish

Edoardo Fassio è un’autorità assoluta nel territorio del blues e del canto popolare afroamericano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano “La Stampa” e per “TorinoSette”; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane “Musica Jazz”, “Il Blues” e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Con il classico pseudonimo di Catfish è autore, conduttore e animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa.
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues”, acclamato come “indispensabile” (“World Music Magazine”), “autorevole e insolito” (“Amadeus”), “scintillante” (“Buscadero”), “la medicina giusta” (“Rumore”).
Nel 2017 per Vololibero sono usciti “Soul City: Porretta Terme, il festival e la musica” storia di trent’anni del Porretta Soul Festival, vincitore del premio Keeping The Blues Alive 2017, e “Solomon Burke. Ho visto un re”.
Il suo ultimo libro, “È tutto finito adesso, Baby Blue”, dato alle stampe nel 2020 da 96, Rue de-La-Fontaine Edizioni, è una Soul Fiction.

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