Il popolo del rhythm & blues celebra il ritorno del Porretta Soul Festival alla sua dimora naturale, il Rufus Thomas Park, e alla sua veste stagionale tipica, dal 21 al 24 luglio. Vi troveranno posto almeno duecento artisti, tra la sede principale e gli eventi collaterali del programma The Valley of Soul, previsti sulla dorsale appenninica tra Bologna e Pistoia e nelle piazze e luoghi limitrofi al festival vero e proprio

È difficile tenere il conto dei record quando si parla della rassegna allestita ogni anno, dal 1988, da Graziano Uliani nel nome di Otis Redding e della Sweet Soul Music.
L’eterno, visionario patron ha mantenuto la barra dritta, e non si è fermato neppure nei periodi peggiori della pandemia. Nel 2020 la kermesse è stata rimpiazzata da un’operazione pubblica di rinnovamento del centro storico, con la realizzazione di una serie di murales in tema black music a cura di rinomati artisti nazionali; l’anno seguente si è invece svolta a dicembre, in forma contenuta, patendo assenze persino all’ultimo minuto.

Stavolta Uliani intende ripartire a gonfie vele, anche contando sulla accresciuta visibilità in seguito alla messa in onda su Rai5 del pluripremiato film dedicato al festival “A Soul Journey”, tuttora disponibile su RaiPlay. Con il ripristino del gemellaggio con il Maspalomas Costa Canaria Soul Festival il Porretta Soul riprende pure la vocazione balneare e veleggia, nel vero senso della parola, in pieno Oceano Atlantico, diretto verso l’isola di Gran Canaria. Toccando un tasto più malinconico, l’annuale riconoscimento Sweet Soul Music Award verrà conferito, alla memoria, a Michele Manzotti, il giornalista fiorentino recentemente scomparso, responsabile del Popolo del Blues e anima della comunicazione del festival.

Alla vigilia della manifestazione, il 20 luglio, è indetta una giornata di studio dedicata ad Alan Lomax a vent’anni dalla morte, con la presenza del produttore Scott Billington. Il celebre etnomusicologo americano sostò nel porrettano nell’inverno del 1954, raccogliendo e catalogando canzoni popolari pubblicate proprio dalla Rounder Records a cui Billington è legato. Al termine, concerto di Johnette & Scott con la musica di Lomax.

La serata di apertura sarà dedicata a James Brown a cura di Fred Wesley & The New JB’s e, accompagnata dalla lanciatissima Italian Royal Family, Martha High, fedele corista del Godfather per 35 anni.

Dalla California timbra il cartellino l’ormai irremovibile Anthony Paule Soul Orchestra, forte di cinque candidature ai Blues Music Awards e house band per la settima volta di fila; partecipa alla trasferta anche il vocalist Larry Batiste, direttore musicale dei Grammy. Tra gli ospiti in esclusiva europea sono attese personalità come John Ellison, responsabile di una hit – “Some Kind Of Wonderful” – incisa almeno in 72 versioni, comprese quelle dei Grand Funk, di Rod Stewart e dei North Mississippi Allstars; l’immagine di lui a torso nudo sul palco mentre una ragazza gli asciuga il sudore è diventata un’icona della soul music e decora il manifesto del 2017.
Molte le riconferme a furor di popolo, comprese quelle di Chick Rodgers e Ernie Johnson, testimonial quest’ultimo dell’edizione 2022; difendono con orgoglio la linea dura-e-pura, targata rispettivamente Memphis e Dallas. Inoltre Mitch Woods, fuoriclasse del piano boogie, il chitarrista e bandleader Luca Giordano in compagnia del groove raffinato di Leon Beal, e poi il soulman del Burundi J.P. Bimeni che, insieme agli spagnoli Black Belts, rinnova in senso cosmopolita la lettera e lo spirito del soul classico del Deep South. Per un paio di residenti di Memphis si tratta invece della prima volta: uno è Larry Springfield, popolarissimo in città e fuori e instancabile nell’inaugurare musicalmente i B.B. King Club in giro per l’America. L’altro è il potente John Németh (qui la recensione del suo album “Stronger Than Strong“), che attualmente guida la mirabile Love Light Orchestra e ha ricevuto il premio di “Best Soul Blues Male Artist”.

Chick Rodgers - Porretta Soul Festival 2014

Due reduci dell’edizione invernale del 2021 non hanno avuto neppure il tempo di disfare le valige: si tratta della sciantosa di Oakland Terrie Odabi e del magistrale Curtis Salgado, premiato a sua volta come “Best Blues Instrumentalist – Vocals”, in arrivo con la sua band dove milita il chitarrista di Portland Alan Hager; lui e Németh, entrambi virtuosi di armonica blues maturati a soul singer, rappresentano il meglio di due generazioni a confronto sul medesimo terreno. La novità dell’ultima ora è rappresentata dalla presenza di Ural Thomas & The Pain, la band fondata nel 2016 da un glorioso veterano domiciliato anche lui nell’area di Portland; l’intensa carriera solista di Thomas, ai tempi d’oro, gli guadagnò più di quaranta apparizioni al mitico Apollo Theater di Harlem e lo portò a lavorare con figure come Jerry Goldstein, manager di Sly & The Family Stone e produttore di fama, e Gene Page, arrangiatore delle star, da Aretha Franklin a Elton John.

Tra le iniziative secondarie, ma che in determinati orari diventano dominanti, ricordiamo lo Street Food Village e la rotazione di concerti gratuiti di blues-con-ritmo dalle 11 del mattino al Rufus Thomas Cafe Stage, nella centralissima piazza della Libertà. Guai, infine, a tralasciare l’aspetto cerimoniale della musica dell’anima: Selassie Burke, uno dei ventuno figli di Solomon, eseguirà alcuni brani del padre, a cappella, sul Solomon Burke Bridge, di fronte alla stazione ferroviaria. Già, perché la toponomastica della cittadina che non si chiama neppure più Porretta (dal 2016 il comune ha preso il nome di Alto Reno Terme), oltre al parco dedicato a Rufus Thomas comprende una via Otis Redding e un ponte dedicato a Solomon Burke. Figuriamoci, sento già dire gli increduli, e perché non un vicolo intitolato a Sam Cooke? Tranquilli, è stato certificato anche quello, con tanto di murale dipinto da Alice Palmieri.

Questo il programma Porretta Soul Festival 2022:

Mercoledì 20 Luglio
Anteprima del Festival con una giornata di studio dedicata a “Alan Lomax nell’Appennino fra l’Emilia e la Toscana a vent’anni dalla morte” con la presenza eccezionale del produttore Scott Billington.

Giovedì 21 Luglio dalle ore 20:00
Dear James Brown / Fred Wesley & The New JB’s / Martha High & The Italian Royal Family / Leon Beal & Luca Giordano Band

Venerdì 22 Luglio dalle ore 20:00
J.P. Bimeni & The Black Belts / Anthony Paule Soul Orchestra / Mitch Woods & His Rocket 88’s / Selassie Burke / John Ellison / Chick Rodgers / John Nemeth

Sabato 23 Luglio dalle ore 20:00
Johnette & Scott / Curtis Salgado Band / Anthony Paule Soul Orchestra / Larry Springfield / Ernie Johnson / Terrie Odabi

Domenica 24 Luglio dalle ore 19:00
Ural Thomas & The Pain / Johnette & Scott / Curtis Salgado Band / Anthony Paule Soul Orchestra / Mitch Woods & His Rocket 88’s / John Nemeth / Larry Springfield / Ernie Johnson / John Ellison / Selassie Burke / Terrie Odabi / Chick Rodgers

Info e biglietti su: Porretta Soul Festival

Come di consueto, anche quest’anno saremo presenti a Porretta Terme per raccontarvi giorno per giorno il Soul Festival, ma nel frattempo vi lasciamo sfogliare una carrellata di immagini raccolte durante le ultime edizioni.

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Sull'autore

Edoardo Fassio è un’autorità assoluta nel territorio del blues e del canto popolare afroamericano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano “La Stampa” e per “TorinoSette”; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane “Musica Jazz”, “Il Blues” e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Con il classico pseudonimo di Catfish è autore, conduttore e animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa.
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues”, acclamato come “indispensabile” (“World Music Magazine”), “autorevole e insolito” (“Amadeus”), “scintillante” (“Buscadero”), “la medicina giusta” (“Rumore”).
Nel 2017 per Vololibero sono usciti “Soul City: Porretta Terme, il festival e la musica” storia di trent’anni del Porretta Soul Festival, vincitore del premio Keeping The Blues Alive 2017, e “Solomon Burke. Ho visto un re”.
Il suo ultimo libro, “È tutto finito adesso, Baby Blue”, dato alle stampe nel 2020 da 96, Rue de-La-Fontaine Edizioni, è una Soul Fiction.

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