Porretta: luglio, è qui il soul che voglio

In un confortevole mix di nuovo, di antico e di ricondizionato ritorna per la trentaduesima volta al Rufus Thomas Park, nel centro storico di Alto Reno Terme (rassegnatevi, dal 2016 il comune di Porretta Terme in quanto tale non esiste più), il Porretta Soul Festival, parto dell’amorosa lungimiranza di Graziano Uliani e diventato, sotto la sua direzione, una manifestazione unica al mondo

Talmente importante da potersi confrontare, anche in termini di visibilità e di mobilitazione di pubblico, con eventi rock e jazz di primo piano, il Porretta Soul Festival non ha mai tradito la missione primordiale: proporre in esclusiva l’autentica soul music affermatasi negli Stati Uniti e nel resto del globo più di mezzo secolo fa. Pane e lavoro quotidiano per icone come Otis Redding, alla cui memoria è dedicata la rassegna, il soul combina il fervore del gospel, la schiettezza del blues, la struttura del country e l’eleganza del jazz. La sua ascesa segnò l’epoca dei diritti civili e diede voce alla battaglia dell’America nera per sfuggire a razzismo, intolleranza e segregazione; pur nell’avvicendarsi delle generazioni e dei gusti musicali, l’attuale termometro sociale avverte che forme, spirito e contenuti rimangono drammaticamente attuali.

Degna cornice dell’evento sarà lo Street Food Village di piazza Libertà, con appetitose somministrazioni di specialità gastronomiche e di mini concerti diurni gratuiti. A estendere il teatro delle attività, dal 16 al 26 luglio, nelle vicine località dell’alta valle del Reno è in programma The Valley of Soul, con un corollario di spettacoli organizzati dall’Unione Comuni Appennino bolognese.

Sul palco principale, dedicato a Rufus Thomas, mattatore delle prime edizioni, annunciati dall’irresistibile maestro di cerimonie Rick Hutton, sfileranno da giovedì 18 a domenica 21 luglio campioni e campionesse di varia età, provenienza e orientamento artistico, tutti in nome della musica dell’anima (biglietto singolo 30 euro, tre serate 75 euro, abbonamento complessivo 90 euro).

Porretta Soul Festival 2018
Don Bryant

Si avrà l’occasione di applaudire il classico Memphis Sound di Chilly Bill Rankin con Jerry Jones, dinamico duo ispirato agli anni d’oro di Sam & Dave, dell’esordiente da queste parti Wendy Moten e dell’agrodolce soul man per eccellenza Don Bryant (qui la recensione di “Don’t Give Up On Love“), a fianco dei Bo-Keys, la superba formazione indigena che, corre voce tra gli insider, studia seriamente per diventare la house band ufficiale per le prossime edizioni del festival. In tal caso rileverebbe il testimone dalla californiana Anthony Paule Soul Orchestra di undici elementi, che ne è stata l’ossatura per sei anni di fila. Oltre ai suoi formidabili solisti, Paule riavrà con sé il vocalist Larry Batiste, direttore musicale dei Grammy, e il veterano Wee Willie Walker, reduce del grande successo ai recenti Blues Awards.

In aggiunta a Memphis e alla Bay Area di San Francisco, altre Soul Cities contribuiranno alla riuscita della kermesse. Per la prima volta sono in cartellone nuove star come la piacente houstoniana Annika Chambers e, da Chicago, la diva neo-soul Khylah B e Tony Wilson, il giovane James Brown, con la sua special guest Judy Lei. New Orleans invia Willie West, pupillo del compianto Allen Toussaint e cantante ufficioso dei Meters; Portland risponde con la regale LaRhonda Steele e con l’imponente Curtis Salgado, armonicista e front man di osservanza soul-blues. Membro del primissimo gruppo di Robert Cray e originario ispiratore di John Belushi, i Blues Brothers gli dedicarono esplicitamente l’album d’esordio.

Porretta Soul Festival 2017
Scott Sharrard

Da New York City ritorna, tra blues-con-ritmo e cantautorato, l’interprete e produttore Scott Sharrard (qui la recensione di “Saving Grace“), già direttore artistico di Gregg Allman; Boston sarà rappresentata da un asso dalle radici bicontinentali, Sax Gordon, insieme alla Luca Giordano Band e a Leon Beal Jr, raffinato portavoce di un groove sexy e romantico. Confermano il respiro planetario della sagra musicale appenninica gli arrivi dall’Australia (The Sweethearts con Georgia Van Etten) e, per la prima volta, di un artista africano: si tratta di J.P. Bimeni (qui la recensione di “Free Me“), associato ai madrileni Black Belts. Testimone suo malgrado di uno dei peggiori genocidi della storia, il burundese Bimeni è rinato in Europa come performer sulle linee di Otis Redding, Curtis Mayfield e Bobby Womack.

Spetterà infine al sassofonista Pee Wee Ellis, storico arrangiatore di James Brown e di Esther Phillips, di ricevere il premio alla carriera per il contributo dato alla promozione e alla diffusione della musica soul e rhythm & blues. Non senza aver deliziato il pubblico con un robusto set in compagnia dei Re:Funk.

Ai nomi fin qui anticipati non è escluso che si aggreghi qualche sorpresa dell’ultimo momento. E non chiamateli “leggende”: in quanto a energia, comunicativa, presenza scenica e disponibilità nell’incontrare off stage appassionati da tutto il mondo per condividere una foto, una chiacchierata o una coppa di gelato i soul brothers and sisters in arrivo sono assolutamente reali.

Questo la line-up Porretta Soul Festival 2019:

Giovedì 18 Luglio
Sweethearts of Australia / Re:Funk feat. Pee Wee Ellis / Scott Sharrard & The Bo-Keys / Don Bryant feat. The Bo-Keys

Venerdì 19 Luglio
J.P. Bimeni & The Black Belts / Leon Beal with Sax Gordon and the Luca Giordano Band with Curtis Salgado / Anthony Paule Soul Orchestra / Khylah B. / Willie West / Annika Chambers / Chilly Bill Rankin & Jerry Jones

Sabato 20 Luglio
Curtis Salgado Band / Anthony Paule Soul Orchestra / Georgia Van Etten / LaRhonda Steele / Wee Willie Walker / Wendy Moten / Tony Wilson – The Young James Brown special guest Judy Lei

Domenica 21 Luglio
The Sweethearts of Australia / Anthony Paule Soul Orchestra / Khylah B. / Willie West / Georgia Van Etten / LaRhonda Steele / Curtis Salgado / Wee Willie Walker / Chilly Bill Rankin & Jerry Jones / Wendy Moten / Tony Wilson

Info e biglietti su: Porretta Soul Festival

Come di consueto, anche quest’anno saremo presenti a Porretta Terme per raccontarvi giorno per giorno il Soul Festival, ma nel frattempo vi lasciamo sfogliare una bella carrellata di immagini raccolte durante le ultime edizioni.

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Sull'autore

Edoardo Fassio aka Catfish

Edoardo Fassio è un’autorità assoluta nel territorio del blues e del canto popolare afro-americano. Scrive di blues, folk e jazz per il quotidiano “La Stampa” e per “TorinoSette”; suoi articoli, recensioni e interviste appaiono sulle riviste italiane “Musica Jazz”, “Il Blues” e su un numero imprecisato di pubblicazioni europee.
Presso gli Editori Laterza ha pubblicato “Blues (Contromano)” acclamato come “indispensabile” (“World Music Magazine”), “autorevole e insolito” (“Amadeus”), “scintillante” (Buscadero), “la medicina giusta” (“Rumore”).
Nel 2017 per Vololibero sono usciti “Soul City: Porretta Terme, il festival e la musica” storia di trent’anni del Porretta Soul Festival, vincitore del premio Keeping The Blues Alive 2017, e “Solomon Burke. Ho visto un re”.
Con il classico pseudonimo di Catfish è autore, conduttore e animatore di trasmissioni in via continuativa dal 1984, la più duratura programmazione radio di blues in Europa. Il suo Catfish Blues va tuttora in onda ogni giovedì dalle 21 su Radio Flash.

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